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Meo: «Voglio una squadra dura mentalmente»

Meo: «Voglio una squadra dura mentalmente»

Coach Sacchetti chiede il massimo: «Questa competizione è una montagna. Ci serve anche il pubblico»

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SASSARI. «Più rabbia e intensità per giocare al livello delle avversarie nel palcoscenico più difficile». A Meo Sacchetti non bastano gli sprazzi di buona Dinamo visti qua e là in questo primo scorcio di stagione. Per battere l’Efes Istanbul servirà qualcosa di più. «L’Eurolaga per noi è una montagna da scalare – dice il coach sassarese –. Per andare avanti dobbiamo metterci qualcosa di più di quello proposto sinora. Abbiamo fatto vedere di avere potenzialità buone, ma non ci bastano più i 20 minuti, dobbiamo arrivare a 30-35».

È un problema di condizione, di chimica o c’è qualcos’altro? «Abbiamo ottimi momenti di basket, poi ci capitano alcuni passaggi a vuoto – commenta Sacchetti –. È un elemento ricorrente in tutte le partite e non possiamo negarlo. Cercheremo di limare questi difetti. Non è solo questione di nuovo roster, ci vuole più durezza e continuità a livello mentale. La continuità passa attraverso il carattere, eventualmente con dei falli per fermare gli avversari nel momento giusto».

Quello di oggi è un appuntamento in qualche modo storico per lo sport sardo. «L’esordio in casa in Eurolega è qualcosa di diverso dalle altre competizioni. È un appuntamento storico per Sassari, spero che ci sia un risposta adeguata da parte del pubblico: qua si fa sul serio, non è un torneo estivo. Se fossi un tifoso non mi perderei per nessun motivo questo appuntamento: l’Eurolega è la massima espressione cestistica dopo l'Nba. Il mio passato da giocatore? «Non ho mai giocato la Coppa Campioni e come ho detto in passato mi sarebbe piaciuto giocarla, ma va benissimo esserci nel ruolo di allenatore».

Sono previste variazioni tattiche rispetto alla partita della settimana scorsa in Russia? «Le rotazioni del roster varieranno come sempre a seconda di come si metterà la partita. Dobbiamo ancora valutare la situazione degli infortunati, Sanders e Devecchi, e poi ci comporteremo di conseguenza».

L'Efes è una squadra che ha storia e blasone. E che non vuole fare la comparsa in Eurolega. «Affrontiamo una squadra dal roster profondo e forte. Non hanno uno o due giocatori tosti da tenere d’occhio – dice Meo Sacchetti –, ma un roster ambizioso e creato per arrivare alle Final Four: per provare a batterli dovremo tirare fuori il meglio». (a.si.)

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