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Scano: «Il Calangianus si salverà»

Scano: «Il Calangianus si salverà»

Il neoallenatore riparte dall’anno scorso, dalla permanenza in Eccellenza

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CALANGIANUS. A fine campionato, dopo una sofferta salvezza, non era stato confermato. C’era rimasto male. Così a giugno aveva dichiarato: «Nel calcio non c'è riconoscenza, sono deluso perché abbiamo fatto un'impresa tra mille difficoltà». In società volevano cambiare girare pagina per quel difficile e sofferto campionato. Così ci si era affidati a Renato Marini, mister fatto in casa. Ma l’avvio è stato disastroso. Dopo la settima sconfitta, e un solo punto in classifica, rifiutato il tutor, ecco quei super tifosi ex dirigenti, che non abbandonano mai il Calangianus davanti allo scoramento di tutti, che entrano in scena: «Non drammatizziamo, richiamiamo Franco Scano a cui grinta e carattere non mancano e se c’è riuscito lo scorso anno a salvarci potrà riuscirci anche quest’anno. Grazie a Marini per quello che ha fatto ma il calcio non può permettersi di essere tenero con alcuno. I risultati parlano».

Franco Scano si è presentato martedì pomeriggio ai giocatori, li ha guardati negli occhi e ha detto «ripartiamo da dove ci siamo lasciati, l’esultanza per al vittoria con il Serramanna nello spareggio». Al giornale ha detto: «Al Calangianus non posso dire di no. Avrei voluto che Marini, con cui mi lega una vera amicizia, restasse al mio fianco, non se l’è sentita e mi dispiace». E Scano, che in questi mesi seguiva il figlio, Paolo, che gioca nella juniores nazionale della Torres, si è rimesso la tuta ed è tornato al Signora Chiara.

Domenica arriva il Castelsardo. «La prima cosa che ci siamo detti con i dirigenti - confida Scano - è di lasciarci alle spalle il passato ogni divergenza. Ora ciò che conta è la squadra. Sono convinto di avere una squadra che proprio male non è. Non merita l’attuale classifica che ha, vari giocatori li conosco, ho chiesto però alcuni innesti, soprattutto un centrale di centrocampo e alcuni fuori quota. Sono convito che Marini con i suoi collaboratori abbia svolto un buon lavoro, ora spetta a me dare nuovi stimoli. Chiedo per primo di non guardare la classifica, ci sono 27 gare davanti, 81 punti da assegnare. Possiamo farci valere. E poi non dimentichiamo il pubblico che l’anno scorso è stato importante. Voglio rivedere i giocatori che ad aprile hanno concluso in bellezza. Io credo in loro e ed allora rimettiamoci a lavoro». (p.z.)

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