Banco, che peccato l’Efes vince ma fatica
I biancoblù, mai domi, si arrendono solo a 1’ dalla sirena
Più alti, più grossi, più cattivi, più forti. Eppure il Banco è stato sempre lì, a un minuto e mezzo dalla fine poteva ancora giocarsela e può recriminare sottovoce per un paio di episodi che gli sono girati male. Un paio di fischi arbitrali giusti per una matricola, un paio di tiri che non sono entrati, qualche errore di troppo dalla lunetta. Alla fine hanno vinto i migliori, quelli che hanno fatto la partita dall'inizio alla fine, la Dinamo esce tra gli applausi perché ha fatto una grandissima figura e non era semplice e nemmeno scontato. L'Efes Pilsen è di un'altra fascia, un altro livello, averle messo pressione fino alla sirena è un grande risultato per una squadra che ha appena messo il naso nell'Eurolega. Il Banco resta a zero punti nel girone assieme al Novgord, va a letto con la convinzione di avere ancora un ruolo da giocare in una competizione dove ha perso due partite per una questione di dettagli. «Non posso fare paragoni ma l’Efes è sicuramente più forte del Novgorod» ha chiuso il discorso Meo Sacchetti, se non altro stavolta non ci sono tanti rimpianti mentre quella partita in terra russa resta nel settore delle incompiute.
Tonnara. Partenza soft, un po' troppo rispettosa. E poi una fatica immensa nella tonnara sotto canestro, dove l'Efes ha dominato e costruito il suo successo: 39 rimbalzi a 31, 46 punti su 82 in area, 23 su 33 sempre nel pitturato. In difesa, la pressione sulla palla è stata sempre altissima: "on ball, on ball" continuava a urlare Dusko Ivkovic ai suoi uomini, che hanno forzato le guardie biancoblù a percentuali sotto la media (5 punti Logan, 9 Sosa con 7 su 18 complessivi) sollevate soprattutto dalla sfuriata di Dyson nel secondo quarto. Il Banco ha sempre inseguito a parte il 3-2 iniziale e non è servito il quintetto inedito con 3 lunghi (Lawal, Todic e Brooks) schierato all'inizio Più a evitare la mattanza nell'area pitturata.
Emozione. La Dinamo è rimasta un po' troppo sulle gambe nel primo quarto (16-24), subito indietro di 11 senza riuscire mai a difendere. Spazzato via Lawal, Cusin ha commesso tre falli in un amen e anche Brooks ne aveva due all'8'. Ancora indietro 16-26 all'inizio del secondo quarto, il Banco si è riportato sotto con un Dyson assolutamente immarcabile: 31-34, 34-36, ancora 39-42. Primo tempo però 40-47, con l'impressione di aver fatto una grande cosa a essere ancora in una partita aperta.
L'assalto. Meo comincia il terzo quarto col quintetto solito, non cambia molto, comandano sempre gli ospiti che hanno sempre nella manica l’asso giusto per ricacciare indietro i biancoblù ogni volta che si avvicinano. Eppure il Banco non molla. Una prima scossa arriva da Sanders, dal 46-57 il Banco arriva a 56-57 a 2' dlla terza sirena, eppure l'Efes ha sempre la risposta giusta sotto canestro soprattutto con Krstic e Lasme che da soli segnano 29 punti con 13/19. Nell'ultimo quarto sembra finita sul 61-71, quando Sosa rimedia un fallo tecnico per proteste che costa carissimo perché l’Efes si porta a +14 e i minuti da giocare cominciano a essere veramente pochi. Il Banco adesso ci mette tutta l'energia che ha, con Brooks che svetta in difesa e sotto canestro. Un paio di recuperi, altrettanti canestri, e la partita, incredibilmente, è di nuovo riaperta e l’Efes è sotto pressione, sa che i canestri della vittoria deve guadagnarseli A -1'11 dalla fine è 75-79 ma un fischio, contestatissimo, a favore dell'Efes con 5'' soli per finire l'azione dà nuova inerzia agli ospiti che rimediano due liberi e scappano via.
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