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Un primo quarto stratosferico basta per far volare il Banco

di Roberto Sanna
Un primo quarto stratosferico basta per far volare il Banco

Dinamo avanti anche di 22 punti, Brindisi rientra fino al -3 ma i biancoblù tengono duro La squadra di Sacchetti dopo tre giornate è in testa alla classifica assieme all’Armani Milano

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SASSARI. Impressionante. Incandescente. Assolutamente devastante. Nel primo quarto di gioco, intendiamoci. Poi ci sono stati gli altri tre e ancora una volta il Banco ha lasciato tutti sconcertati dilapidando un vantaggio che già dopo pochi minuti sembrava averlo messo al riparo da qualsiasi sorpresa. Invece è passato dal 27-5 al 42-39 nello spazio di 10’, con l’Enel Brindisi che forse anche inaspettatamente si è ritrovato in partita e se l’è giocata fino alla fine. Alla fine il Banco l’ha portata a casa non per ko ma ai punti, lasciando la sensazione che avrebbe potuto fare qualcosa di più. In classifica, comunque, ha tre su tre. Come l’Armani Milano e nessun’altra.

La costante. Ancora un largo vantaggio guadagnato nei primi minuti e dilapidato in un tempo troppo breve. Era successo altre volte, se non altro stavolta c’è stato il lieto fine: a Novgorod, in Euroleague, la Dinamo aveva sciupato un +19 perdendo all’ultimo tiro, stavolta è passata dal +22 al +3 per vincere poi di 9 punti. Discese ardite e risalite, insomma, e tocca al coach Meo Sacchetti capirci qualcosa di più perché quello che sconcerta è che questo andamento schizofrenico delle partite stia diventando praticamente una tassa da pagare.

Avvio mostruoso. Ieri il primo quarto è stato mostruoso, in attacco e in difesa. David Logan sembrava già sulle tracce di caleb Green e Drake Diener per mettere un quarantello (13 punti nel primo quarto, 20 all’intervallo), per l’Enel invece fare canestro all’inizio era un’impresa titanica. Gli ospiti hanno messo dentro i primi punti su azione a -2’25’’ dalla prima sirena con una furbata di Bulleri su una rimessa dal fondo, chiudendo con 3/16 totale e 0/7 da tre punti. Il Banco nel primo quarto ha stracciato gli avversari come poche volte si era visto: 28-9, 15 rimbalzi a 3, 5/8 da tre punti.

Il crollo. Non poteva (ovviamente durare), l’Enel è comunque una squadra tosta ed era chiaro che prima o poi avrebbe rialzato la testa, ma una cosa è avere difficoltà a gestire un vantaggio ampio arrivato anche troppo presto, altro è lasciarsi completamente andare. L’Enel è rientrata ben presto in partita, rosicchiando qua e là alcuni canestri mentre il Banco, visibilmente, calava di attenzione in difesa e in attacco cominciava a sfilacciarsi. A metà gara era quasi tutto da rifare (42-36), all’inizio del terzo quarto la questione sembrava complicarsi perché l’Enel ha esordito con una tripla e subito dopo Rakim Sanders ha commesso il terzo fallo. Poteva essere un momento di svolta invece il Banco è uscito pulito dal difficile passaggio perché a quel punto si è svegliato Dyson, che con due canestri e un assist ha ristabilito le distanze.

L’elastico. Da quel momento è stato un inseguimento a elastico, col Banco che è andato più volte avanti anche in doppia cifra (49-39, 67-55, 73-63, 83-71) senza però riuscire a chiudere definitivamente la partita. E dall’altro lato Brindisi, dopo essere arrivata a un canestro dal pareggio, non è mai più riuscita ad avvicinarsi a distanza di aggancio perché comunque il Banco ha sempre trovato in attacco il guizzo giusto per allungare.

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