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«Ce la vogliamo giocare, attenti alle ripartenze»

Zdenek Zeman avverte i suoi: «Per vincere dovremo correre molto più di loro» Il tecnico boemo nasconde la formazione: «La deciderò all’ultimo momento»

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CAGLIARI. Cagliari-Milan potrebbe essere il match della svolta. Per il gruppo, per il progetto, per lo staff tecnico. «Spero di ripetere con il Milan la prova di Empoli. Ma sarà difficile ripetere il risultato». Zdenek Zeman, scanzonato e pratico. Con il Sant’Elia che riapre al completo per 16mila spettatori dopo quasi tre stagioni da incubo («Lo stadio pieno ci aiuta. I tifosi ci hanno sempre sostenuto ma non ne abbiamo approfittato»), il boemo ha con sé 23 giocatori. Ci sono Conti («Lavora con noi da domenica, dovrebbe esserre a posto») e Ceppitelli. «La formazione la faccio prima della partita. Sono contento di poter scegliere. Il problema è che quante più scelte ho, più posso sbagliare. Il Milan? Ha forti individualità. Dobbiamo lavorare di più con gli attaccanti. La squadra deve giocarsela correndo di più».

L’allenatore del Cagliari cassa l’ipotesi turn over per le gare ravvicinate («Ci siamo riposati nel secondo tempo di Empoli»), plaude Avelar («Mi è piaciuto fin dal ritiro, vuole fare di più. Sta facendo bene, speriamo continui») e inquadra l’attacco rossonero: «Menez, El Shaarawy e Torres sono di spessore internazionale. Dobbiamo stare attenti su tutti i palloni». Con un occhio alla ripartenze. «Il Milan ha trovato la Fiorentina, un avversario mai facile, che punta alla Champions. Noi facciamo la nostra partita ma non mi fido della fantasia e della velocità di Menez ed El Shaarawy».

Passo indietro. Zeman taglia corto: «Con l’Atalanta abbiamo fatto la partita migliore. Io giudico la prestazione, voi i risultati. Con il Milan bisogna partire bene. La risolve chi segna di più: a Parma ne hanno fatto 5». Il Cagliari è tonico. «Affaticati? No. A Empoli, sul 4-0 mi aspettavo che attaccassero. Dicevo a Ibarbo di ripartire. Il calcio che controlla non è il nostro».

Si parla di punte. Ecco Ibarbo e Longo: «Hanno le caratteristiche per poter fare gol. Cossu mezzala? No, per me è una disperazione».

Mario Frongia

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