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I Canu, quando il calcio è un vizio di famiglia

I Canu, quando il calcio è un vizio di famiglia

Che derby, Oschiri-Buddusò: il padre allenatore e sei tra figli e cugini come compagni o avversari

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OLBIA. Quando una partita di calcio divide una famiglia. E’ successo sabato pomeriggio nel girone C di Prima categoria a Oschiri, dove nel derby col Buddusò i protagonisti della gara (conclusa senza reti) è stata la famiglia Canu.

Il padre Libero 57 anni è allenatore del Buddusò e a sua disposizione ha il figlio Emilio 18 anni, di professione portiere, e il nipote Marco Sanna altro portiere di 16 anni), mentre dall’altra parte nell’Oschirese c’è l’altro figlio Sebastiano (28 anni) attaccante come il compagno di reparto e cugino Marco Canu (26 anni) che quest’anno ha lasciato la squadra del suo paese per tentare una nuova avventura. Sfida nella sfida quella tra Sebastiano (autore nella prima giornata di cinque reti) e il figlioccio Mario Deledda, anche lui attaccante.

E’ stata una sfida appassionante, come racconta il mister del Buddusò Libero Canu.

«Sono veramente contento – le parole del pater familias – soprattutto per il giovane Enrico che ha appena 18 anni ma è già alto un metro e ottantotto centimetri. Ha compiuto almeno quattro parate capolavoro e tutte sul fratello Sebastiano, entrambi ci tenevano a superarsi e per tutta la settimana precedente la gara sono partiti gli sfottò. Penso che la sfida ai punti l’abbia vinta Enrico che è stato sicuramente il protagonista in assoluto di un pareggio meritato da parte della mia squadra ».

Mister Canu, ma se suo figlio Sebastiano avesse fatto gol al fratellino, avrebbe esultato? «Questo proprio non lo so – è la risposta – a Sebastiano questa domanda non l’ho fatta anche per scaramanzia e poi lui si è trasferito da anni a Oschiri dove si è sposato e dove vive. Sono contento che sia stata una festa dello sport, le due squadre hanno cercato di superarsi e i tifosi hanno riempito la tribuna di Oschiri, anche per seguire questa specialissima sfida tra parenti. Sicuramente Enrico ci teneva tantissimo a non far segnare il fratello, ricordando che proprio nella giornata d’esordio di questo campionato aveva segnato cinque gol alla Fulgor di Sassari: era così gasato durante la settimana allenamenti che mi ha chiesto di fare una seduta d’allenamento in più per essere ancora meglio pronto per la super sfida con il fratello e il cugino».

Paolo Muggianu

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