In bilico fra Tessitori e l’attesa dei saldi
La società non torna sul mercato, ma il settore lunghi è da completare
SASSARI. «Non si torna sul mercato. E poi abbiamo Vanuzzo, e pure Tessitori». Parola di general manager. All’indomani dell’addio di Marco Cusin, Federico Pasquini ha tracciato in maniera chiara il percorso lungo il quale la società sassarese si muoverà per risolvere la “questione lunghi”, esplosa improvvisamente dalle parti di via Nenni.
La partenza del centro della nazionale ha lasciato scoperta una casella che di fatto quest’anno non è mai stata utilizzata: prima a causa dei problemi fisici di Amedeo Tessitori, mai iscritto a referto; poi perché Cusin non è mai stato preso seriamente in considerazione da coach Sacchetti: che in campionato gli ha concesso un totale di 11 minuti in 3 partite e l’ha di fatto bocciato dopo i 22 minuti di Novgorod.
A oggi la Dinamo ha 11 giocatori abili e arruolati e tra questi uno solo è un centro puro (Lawal), mentre uno degli altri lunghi (che sono Brooks, Todic e Vanuzzo) sinora non ha visto il campo neppure per un minuto, nè in campionato, nè in Eurolega. Il capitano rientra dunque in pista, ma la sensazione è che in pentola bolla qualcos’altro.
Il lungo decorso post-operatorio di Amedeo Tessitori (che pareva ormai destinato ad altri lidi) aveva convinto la società a prendere Cusin, ma da ora in poi - al rientro da queste quattro trasferte - è assai probabile che la Dinamo faccia il possibile per reintegrare il ventenne lungo toscano. Che, è bene ricordarlo, resta uno dei giovani più promettenti del panorama azzurro e non a caso due anni fa era stato blindato con un super contratto di durata pluriennale. Resta il fatto che con una stagione lunghissima (30 gare di regular season in serie A, 10 gare di Eurolega e come minimo, in caso di eliminazione, altre 6 in Eurocup) il reparto lunghi appare al momento quello meno coperto. Soprattutto in chiave Eurolega, dove le partite viste sinora hanno dimostrato che vicino a canestro i chili e i centimetri contano in maniera decisiva.
La parola mercato per il momento resta tabù, soprattutto perché in circolazione non sembra esserci niente che faccia al caso della Dinamo. Ma come il presidente Stefano Sardara insegna, ogni tanto ai saldi si trovano “prodotti” che normalmente sarebbero fuori budget.
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