Il Banco si spegne nella notte russa
A Kazan i biancoblù crollano dopo 25’ giocati alla pari
SASSARI. Venticinque minuti alla pari, un quarto d’ora, quello finale, in rottura prolungata. Il Banco di Sardegna rimedia una pesante sconfitta in Russia contro l’Unics Kazan e resta da solo all’ultimo posto del gruppo A, ancora a zero punti dopo tre partite. I biancoblù chiudo il match a -23 e per certi versi è anche un peccato, perché fino alla metà del terzo quarto erano stati all’altezza degli avversari prendendo anche la testa del match e risalendo sempre dai minibreak avversari. E quando anche Jerome Dyson, fin lì assente ingiustificato, si è sbloccato infilando la tripla del 46-43 sembrava che la Dinamo potesse davvero giocarsela fino alla fine e avesse ancora tanto da dire. Invece quel canestro è stato l’ultimo sussulto: dal 46-43 il Banco ha chiuso il terzo periodo indietro 54-66 con un break di 8-23. In apertura dell’ultimo quarto 5 punti di fila di logan hanno fatto sperare in un risveglio, ma da quel momento si è vista una sola squadra in campo. E non per modo di dire: parziale di 19-0 per l’Unics Kazan, il Banco non si è proprio visto.
Tutto da giocare. Alla fine è andata come doveva andare, nel senso che si sapeva che per vincere contro Kazan, Madrid o anche Istanbul, sarebbe servita una giornata magica che ieri non è arrivata. Il rimpianto semmai è Novgorod, una partita arrivata troppo presto. Mercoledì prossimo a Madrid sarà durissima, di fatto il Banco dovrà giocarsi la sua Eurolega dalla quinta giornata in poi cercando di spremere il massimo dal fattore campo e vedendo poi se le altre si ruberanno punti a vicenda. Niente di diverso da quello che si era detto al momento del sorteggio del girone, insomma, con la differenza che poi quando certe esperienze le vivi fanno male e devi avere la forza di metterle alle spalle al più presto. La vittoria dello Zalgiris Kaunas a Istanbul, se da un lato allontana ancora di più la quarta posizione, dall’altro dimostra che tutto può ancora succedere.
Quintetto da corsa. Meo Sacchetti ha cominciato con Todic in quintetto, lasciando intendere di voler provare a spiazzare i lunghi di casa con un quintetto molto perimetrale e veloce. Todic però da dietro l’arco ha spadellato (0/3 in tutto) disattivando da solo questa soluzione tattica. Non ha fatto molto meglio Lawal, sconfitto pesantemente nell’area colorata dove ha dominato Fischer: 14 punti (con 6/7) e 9 rimbalzi per il pivot americano, coadiuvato da Kaimakoglou (11 punti e 8 assist) mentre James White è spuntato nel finale dopo un avvio senza gloria e tanta panchina. Alla fine, alternando Lawal e Todic, il coach biancoblù ha chiesto un sacrificio a Jeff Brooks che si è sciroppato 37’ battendosi come un leone (9 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi).
Polveri bagnate. Rakim Sanders è stato il migliore nel primo tempo, l’unico capace di andare a segno anche giocando spalle a canestro e facendo comunque valere la sua forza fisica. Logan si è comunque battuto ma non ha fatto mai canestro, Dyson è stato impalpabile. E se quelle che dovrebbero essere le stelle producono in coppia 19 punti con 7/24, vincere diventa impossibile. Dopo aver giocato alla pari il primo quarto, chiuso sotto di 4 (17-21), il Banco ha tenuto duro in avvio di ripresa risalendo dal 17-25 quando ha finalmente trovato il tiro da tre con Brooks e Sosa. Sanders, ancora da lontano, ha siglato il vantaggio (37-35) col quale i biancoblù sono andati al riposo e ancora lui, con 6 punti consecutivi, ha risposto all’Unics all’inizio del terzo quarto. Poi la bomba di Dyson per il +3 ma la partita è finita lì. Langford ha aperto il break e il Banco non si è più ripreso, sprofondando nella fredda notte russa.
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