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L’Olbia sprofonda, brutto ko al Nespoli

L’Olbia sprofonda, brutto ko al Nespoli

L’Aprilia passa con due gol nel primo tempo, non basta la cura Biagioni. Bianchi in dieci per 75’, Saraò para anche un rigore

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OLBIA. Sprofondo rosso. Tutto precipita verso il basso: numeri, morale, lucidità. Le scosse di assestamento, dopo il ribaltamento di panchina, evidentemente non sono terminate. L’Olbia ancora una volta si è ritrovata a fare a botte con sé stessa. Certo, giocare in dieci uomini per oltre 75’ non aiuta. Ma gli alibi ormai sono come cartastraccia.

Ci si aspettava una reazione dopo l’esonero di Scotto e il ritorno di Biagioni, una buona prestazione per dimostrare che la crisi può essere superata. Invece il risultato è questo: 0 a 2 per l’Aprilia e prima sconfitta stagionale al Bruno Nespoli. Insomma, l’Olbia ancora non c’è. Si è come persa tra le righe di un romanzo che comincia male e finisce ancora peggio. Ancora due i fattori a determinare il risultato: poca convinzione e solita difesa colabrodo (ora i gol subìti sono 18). Oberdan Biagioni, tornato a Olbia martedì sera al posto di Scotto, si è trovato a guidare una squadra in gran parte rivoluzionata. Quattro giorni, dunque, non gli sono bastati per trasmettere la sua mentalità e la sua idea di squadra. L’unica nota positiva della giornata è il tentativo di reazione dopo il doppio vantaggio laziale, che ha comunque prodotto ben poco.

Il tecnico romano ha schierato Sannino in porta, Peana e Pinna centrali, Ravot e De Cicco esterni. Poi Masia e Steri davanti alla difesa, Capuano, Mastinu e Oggiano in posizione più avanzata e La Cava unica punta. Assente capitan Molino per squalifica. L’Olbia, scesa in campo con il lutto per la scomparsa delle signore Amelia e Heidi, rispettivamente mamma del presidente Pino Scanu e moglie del dirigente Piero Giagnoni, parte comunque benissimo. Ma all’8’ è già sotto di un gol: ripartenza dell’Aprilia, difesa poco attenta e gol di Fabiani su una ribattuta di Sannino su Pagliaroli. Al 15’, poi, l’arbitro vede un atterraggio in area di Pagliaroli da parte del portiere. Così espelle Sannino e assegna un calcio di rigore. Nel frattempo, quindi, Biagioni toglie una punta, La Cava, e lancia in porta Beppe Saraò. Sul dischetto si presenta Esposito: il tiro è centrale e Saraò, da buon pararigori, ci arriva con la punta del piede. Così l’Olbia, in 10 uomini, prende coraggio e va a caccia del pareggio. Ma al 25’, dopo due strepitose parate di Caruso su Oggiano e Masia, l’Aprilia riparte veloce e raddoppia con Pagliaroli, ancora con qualche aiutino della difesa. Al 30’, poi, palo di Mastinu.

Ma il primo tempo termina senza più sussulti. Nella ripresa l’Aprilia si chiude in difesa. L’Olbia si porta avanti e costruisce qualche buona occasione. Però non basta. La retroguardia laziale è ben attenta e l’artiglieria olbiese sembra senza munizioni: non punge e raramente si porta vicina al pareggio. Sul fronte opposto, da registrare un paio di parate provvidenziali di Saraò.

Dario Budroni

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