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Sorrisi spenti e musi lunghi «Una mazzata mentale»

Sorrisi spenti e musi lunghi «Una mazzata mentale»

OLBIA. Sorrisi spenti e musi lunghi. Nessuno ha tanta voglia di parlare. Davanti ai taccuini si presenta comunque Beppe Saraò, diventato improvvisamente una delle poche pagine positive dello scontro...

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OLBIA. Sorrisi spenti e musi lunghi. Nessuno ha tanta voglia di parlare. Davanti ai taccuini si presenta comunque Beppe Saraò, diventato improvvisamente una delle poche pagine positive dello scontro con l’Aprilia. L’esperto portiere calabrese ha infatti preso il posto del giovane Sannino (espulso per un fallo forse commesso da Pinna) a un quarto d’ora dal fischio d’inizio, con l’Olbia già sotto di un gol. E come da tradizione ha parato il rigore battuto da Esposito. Sembrava l’inizio della rimonta, ma così invece non è stato. «Conosco Esposito perché abbiamo giocato insieme qualche anno fa. Comunque sono stato un po’ fortunato – racconta con umiltà Saraò –. Mi sono buttato a destra e alla fine sono riuscito a parare con il piede». Il portierone bianco (che ha giocato pochissimo in questa stagione) si è anche reso protagonista di diverse parate nel corso di tutto il match. Ma lui pensa solo alla sconfitta. «A livello mentale è una mazzata perché abbiamo attaccato, siamo andati vicino al gol e poi ci siamo ritrovati sotto – commenta Saraò –. Sicuramente l’espulsione ha rotto l’equilibrio iniziale. Il mister ha dovuto rivoluzionare tutto e inventarsi qualcosa di nuovo. Però ora dobbiamo pensare soltanto a riprenderci».

Viso segnato dalla malinconia anche per il giovane Matteo Sannino, il portiere espulso al 15’. Non si è capito bene cosa sia successo al momento del fallo su Pagliaroli che ha generato cartellino rosso e rigore. Sannino e il centrale Pinna erano infatti praticamente attaccati. «Difficile capire, io ricordo di aver toccato Pinna. Ma c’era un po’ di confusione» racconta il portiere classe 1994. Da oggi, comunque, tutta la squadra sarà chiamata ad assumersi le proprie responsabilità. L’esonero di Scotto, infatti, è stato deciso per dare una scossa. Insomma, le colpe del momentaccio non sono tutte da addebitare all’allenatore sassarese. Il risultato di ieri lo dimostra. L’Olbia intera dovrà quindi dimostrare di essere all’altezza delle sue potenzialità. (d.b.)

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