Olimpico stregato per il Cagliari
La Lazio segna tre gol in 27’, nella ripresa arriva la reazione ma è tardi. Espulso Ibarbo
INVIATO A ROMA. Disastro Cagliari. Soprattutto nel primo tempo. “Metà” prestazione che va messa in un cassetto che si è deciso di non riaprire più. I rossoblù per la seconda volta affondano all'Olimpico, ripetendo la brutta prova contro la Roma e svegliandosi solo quando ormai la frittata erara fatta. In meno di mezz'ora, i biancocelesti hanno segnate tre gol (Mauri e doppietta di Klose) ed erano certi di aver archiviato la pratica. Il Cagliari ha provato una reazione nella ripresa, segnando prima con Sau e poi con Joao Pedro, creando un altro paio di occasioni. Poi c’è stato il colpo del ko di Ederson che ha messo la pietra tombale sul match. Quello dei rossoblù è stato un fuoco di paglia che si è spento con l'espulsione di Ibarbo (gomitata a Lulic). Si è rivista la squadra disattenta, svagata e confusa, quella che non ha l'identità del proprio allenatore. Voragini a centrocampo e in difesa hanno fatto fare un figurone a un avversario che ha affondato come il coltello nel burro. La facilità con la quale i laziali sono arrivati alla conclusione è stata disarmante. Tanti schiaffi in faccia presi senza reagire e la faccia di Zeman seduto in panchina tutto un programma. Dopo tre risultati positivi arriva un nuovo pesantissimo stop che fa male sul piano del morale e soprattutto della classifica che dopo dieci giornate non è bella da vedere. Nove punti in dieci gare sono una miseria.
Doppia novità. Zeman (accolto da una bordata di fischi) non si limita a fare esordire Murru da titolare (sostituisce lo squalificato Avelar), riconsegna la fascia destra della linea difensiva a Pisano, rimasto in panchina nella gara col Milan, concedendo un turno di riposo a Balzano. Il resto della formazione è la stessa della gara con i rossoneri: Conti punto di riferimento in mezzo al campo, Crisetig esterno destro. Confermatissimo il tridente Ibarbo-Sau-Cossu, che ormai hanno raggiunto un livello di intesa importante. Nella Lazio c'è una sola variazione rispetto alla formazione annunciata. In attacco Klose vince il ballottaggio con Djordjevic e gioca sulla stessa linea di Candreva e Mauri. Tra i pali c'è l'ex Marchetti, contro di lui il Cagliari non ha mai vinto.
Doccia fredda. Sono passati appena 6' e il Cagliari è già costretto a inseguire. Sembra di rivivere l'inizio della gara con la Roma (questa volta va anche peggio), quando i rossoblù sono andati sotto e hanno subito senza reagire. Mauri sfrutta un palla vagante in area, anticipa Rossettini e mette dentro. E' un pugno allo stomaco che ti fa mancare il respiro. La gara si mette come Pioli voleva: aspettare e ripartire. I biancocelesti giocano sciolti, Candreva affonda sulla destra, Murru fatica a contenerlo e Zeman si arrabbia e chiede al difensore di accorciare di più. Il Cagliari fa fatica a ripartire, la circolazione della palla è troppo lenta e la Lazio copre bene tutti gli spazi. La squadra di casa è padrona del campo e su una combinazione Candreva, Lulic, Klose arriva il raddoppio. I rossoblù non sono più dentro la partita. Qualche secondo dopo concedono una prateria a Klose che accetta l'invito e mette an siglato dal tedesco. alle spalle di Cragno. Dopo 27' la gara è già sul 3-0. In freezer.
Prove di reazione. Il Cagliari prova a dare fondo a tutte le risorse e dopo 3' trova il gol. Lo realizza Sau in condominio con Braaffheid (sembra del difensore l'ultimo tocco) che risolve una mischia davanti a Marchetti. I rossoblù hanno un'altra marcia rispetto al primo tempo. La strigliata del boemo nello spogliatoio non deve essere stata cosa da poco. La Lazio arretra. Ibarbo, servito da Ekdal si mangia un gol già fatto e sulla ribattuta di Marchetti, Crisetig, a porta vuota, spara alto. Sarebbe stato un duro colpo alle certezze dei biancocelesti e la gara sarebbe tornata in bilico.
Tutto per tutto. Zeman dopo un'ora rivoluziona la difesa (sembra un controsenso visto il parziale): fuori Pisano e Ceppitelli (in grande difficoltà), dentro Balzano e Benedetti. Pioli risponde con Djodjevic per Klose. Passano i minuti e il Cagliari va via via spegnendosi. Soprattutto quando Ibrbo perde la testa e in un contrasto colpisce con una gomitata Lulic. E' rosso diretto. Ma la squadra di Zeman ha un altro sussulto a 6' dalla fine. Joao Pedro corregge in rete una sponda di testa di Benedetti. La gara si riaccende, l'Olimpico trema. Il Cagliari ci mette quello che aveva lasciato negli spogliatoi nel primo tempo: il cuore. Ma il miracolo non riesce.
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