Saraò paratutto, anche le polemiche «Ci rifaremo presto»
Il portiere è tornato in campo dopo aver fatto panchina e ha evitato il peggio nella sconfitta contro l’Aprilia
OLBIA. Fisicamente lontano ma mentalmente molto vicino. Beppe Saraò ha seguito questo periodaccio quasi sempre dalla panchina. Soltanto una volta, a Ostia, ha preso posto tra i pali dal primo minuto. Mentre domenica è entrato in campo al quindicesimo, parando pure l’ennesimo rigore. «Quanti ne ho parati? Non sono mai abbastanza. E comunque stavolta sono stato più fortunato che bravo» ammette con modestia Saraò. Forte e carismatico, il portiere calabrese classe 1988 ha giocato pochissimo per lasciare il posto al giovane Matteo Sannino. Una scelta voluta per diminuire il numero degli under in mezzo al campo. «Non mi pesa questa situazione, la panchina era prevista e la società è sempre stata chiara. Io non sono un tipo che crea problemi quando non gioca». Domenica a Palestrina, comunque, Beppe Saraò ci sarà. Matteo Sannino ha infatti rimediato un rosso contro l’Aprilia, anche se il fallo sarebbe stato di Luigi Pinna. Un fallo che ha generato anche un calcio di rigore, battuto da Esposito e parato proprio da Saraò.
Recuperare la testa. Come è andata a finire lo sappiamo tutti. L’Olbia, nonostante il ritorno di Oberdan Biagioni, contro l’Aprilia ha buscato una brutta sconfitta (0-2). La prima al Bruno Nespoli (fino a domenica 3 vittorie e un pareggio) e la quarta su un totale di nove gare. I cambiamenti tattici non hanno inciso. In più la squadra è apparsa azzerata mentalmente e al di sotto delle precedenti prestazioni. Lo specchio di un cammino che non riesce proprio a decollare. «Ci siamo riscoperti fragili e i gol subiti sono un esempio – commenta Saraò -. Penso che il problema sia più mentale che altro, perché i valori della squadra non sono in discussione». Insomma, per Saraò il futuro dell’Olbia dipende solo dall’Olbia. «Dipende da noi, dobbiamo cercare di interpretare meglio le situazioni e dimostrare di essere all’altezza. Ma sono sicuro che ce la faremo. Domenica ci siamo detti: Va bene, è andata così. Ora però dobbiamo lavorare il doppio».
Difesa colabrodo. Beppe Saraò, da buon portiere, sicuramente tra i migliori del girone, di difesa se ne intende eccome. E così ci tiene a puntualizzare una cosa. «Quando si prendono 18 gol significa che il problema è dell’intero collettivo – spiega Saraò -. Ogni tanto ci può stare l’errore del singolo, ma non è questo il caso. I gol sono sempre il frutto di chi ha messo in condizione di realizzarli. La questione non riguarda soltanto la difesa, per questo per cambiare dovremo lavorare tutti». Ma Saraò dice anche un’altra cosa: «E di certo la colpa non è di Sannino. Ripeto, qui tutti siamo chiamati a migliorarci».
Settimana di lavoro. Per Oberdan Biagioni e la squadra saranno giornate belle toste. Oggi il confronto e poi subito al lavoro. Domenica l’Olbia giocherà infatti sul campo del Palestrina, penultimo con 7 punti, contro gli 11 dei bianchi. «Dovremo andare lì per vincere. E non dobbiamo sottovalutarli, perché non esistono squadre materasso. Comunque abbiamo voglia di ripartire» dice Saraò. L’Olbia dunque proverà a rimettersi subito in carreggiata. Tutti i giocatori sono chiamati a una svolta. Anche perché l’apertura del mercato è vicina e potranno esserci diverse sorprese.
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