Stocchino non perde il vizio del gol
Il bomber continua a regalare emozioni con la maglia del Ghilarza
GHILARZA. Dieci palloni già insaccati, innumerevoli assist e una grinta da mattatore. Simone Stocchino, 33 anni e una carriera tra la serie D e l'Eccellenza in giro per la Sardegna, è l'uomo simbolo di un Ghilarza che non molla e che questa domenica si è ripreso nel campo del Sanluri quel che gli era stato tolto in casa al comunale Walter Frau contro il Portotorres da un arbitraggio contestatissimo. Sua è, infatti, la tripletta della vittoria nell'ultima trasferta. «Quello di questa domenica è un risultato importantissimo, dobbiamo fare punti e pensare alla salvezza. Due settimane fa, in casa, non ci meritavamo di perdere e non ci meritavamo l'inferiorità numerica, così a mezz'ora dal fischio d'inizio - si sfoga Stocchino -. Gli arbitri a volte non si rendono conto che con una decisione sbagliata possono mandare a monte il lavoro di un intero anno che un gruppo, come il nostro, costruisce con grande dedizione e sacrifici. E in una categoria come l'Eccellenza gli errori arbitrali non dovrebbero essere frequenti».
Fuori dal torneo di Coppa Italia di Eccellenza, ora il Ghilarza pensa totalmente al campionato. Attualmente è in decima posizione a 13 punti e il diktat per i giallorossi è andare avanti. «Posso dire di stare molto meglio fisicamente rispetto allo scorso anno, benché sia un po' più pesante rispetto a quando mi allenavo in serie D. Lo ammetto - scherza Simone Stocchino -. In Eccellenza i ritmi sono meno pressanti, ma non vuol dire che ci sia meno impegno, anzi. Se non si lavora non si conseguono i risultati, è il nostro motto. E qui a Ghilarza siamo più che una squadra, l'ambiente è quello della vecchia classe di scuola. Andiamo tutti d'accordo e c'è una grande sintonia, mister compreso. Ci sono tanti giovani e noi pochi grandi diamo una mano anche a loro per maturare. E non meno importante è la società, dove l'attenzione e la capacità di ascoltare e capire le esigenze non è solo rivolta al calciatore, ma proprio alla persona. C'è una bella empatia».
In campo il numero 9 del Ghilarza ci bazzica da quando di anni ne aveva 16, nella società giallorossa è arrivato nel novembre di due anni fa, quando i ragazzi del presidente Salvatore Fadda erano neo-promossi. «Il nostro metodo di gioco si basa sull'agonismo, la corsa e il lavoro. Chiunque affronteremo d'ora in poi, compresa la prossima sfida in casa con il Valledoria, sappia che non perdermo in calcoli, ma punteremo sul ritmo e sull’entusisamo. Abbimo fame di vittorie».
Caterina Cossu
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