Via alle domande per i contributi 2014
Le società sportive dilettantistiche sarde aspettano ancora il saldo del 2013, un nuovo ritardo avrebbe effetti drammatici
SASSARI. Dopo due anni di passi indietro ecco un timido passetto in avanti. In ritardo, ancora una volta, ma ben accetto. Nel deserto economico dello sport sardo una goccia d’acqua regionale. Non germoglieranno fiori e scudetti ma qualche buco verrà tappato, qualche baratro parzialmente colmato, qualche impegno verrà semi-rispettato, mentre si continuano a contare le vittime anche illustri dei ritardi e dell’impossibilità di programmare.
La Regione ieri ha stabilito criteri e modulistica – pubblicati sul sito istituzionale – per la presentazione delle domande di contributo sulla base della Legge 17 per quanto riguarda il 2014 che si sta concludendo, e insieme da Cagliari arrivano nuove promesse: entro fine anno verrà saldato il 75 per cento del dovuto del 2013.
La preoccupazione e le pressioni del mondo sportivo dilettantistico isolano hanno smosso l’apparato che, bloccato prima dalle elezioni e ora vincolato al rispetto del patto di stabilità, attraverso l’assessore Claudia Firino ha preso atto dell’urgenza stabilendo una procedura irrituale ma pratica: entro il 14 novembre – sotto forma di dichiarazione sostitutiva ed esclusivamente con la modulistica della Regione – si possono finalmente presentare le domande di contributo per attività giovanile, enti di promozione, organizzazione di manifestazioni, partecipazione a campionati nazionali, attività delle federazioni e tutela degli atleti «di elevate doti». Una successiva scadenza, la fine di gennaio 2015, permetterà quindi di completare la pratica con la documentazione che in tempi così ristretti non sarebbe possibile acquisire.
Tutto un altro affare è invece il quando verranno erogati i contributi (in tutto, circa 20 milioni), considerato che di fatto nell’isola si è verificato uno stop e quindi un buco di oltre un anno, e che l’erogazione dei fondi 2013 è stato soltanta annunciata (parzialmente, peraltro) con le parole ma non nel saldo, e nei fatti. Di questo e altri aspetti dovranno discutere gli organismi del consiglio regionale e la nuova Commissione allo sport, all’interno della quale si comincia a rappresentare un’ulteriore esigenza: bypassare le province (che devono sparire) gestendo direttamente attraverso la Regione i fondi per lo sport delle quali questi enti sono intermediari, perché sempre più spesso i fondi per lo sport vengono utilizzati per tappare nuovo buchi in altri settori, con un ulteriore impoverimento per società, enti e l’intero mondi dilettantistico isolano, che aspetta. E continua ad aspettare. (mac)
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