«Partenza lenta, ma ci è mancata anche la fortuna»
SASSARI. «Con un tiro e mezzo l'Alessandria ha segnato due gol e raccolto 3 punti». La sintesi è di Saveriano Infantino, che in poche parole esprime delusione e stizza per un risultato che spegne l'eu...
SASSARI. «Con un tiro e mezzo l'Alessandria ha segnato due gol e raccolto 3 punti». La sintesi è di Saveriano Infantino, che in poche parole esprime delusione e stizza per un risultato che spegne l'euforia nata con gli ultimi pareggi esterni. «L'approccio alla gara - continua l'attaccante, schierato tra i titolari - non è stato "cattivo" come nelle precedenti, non abbiamo saputo sfruttare in avvio il loro atteggiamento d'attesa e dopo lo svantaggio abbiamo dovuto guardarci dalle pericolose ripartenze dei piemontesi. Nella ripresa c'è stato uno spirito diverso, il pareggio era alla nostra portata e ci abbiano abbiamo provato, senza però riuscire neppure ad alimentare la speranza. Per nostro demerito, certo, ma anche per scarsa fortuna. Magari accorciando in chiusura di tempo avremmo cambiato il corso della sfida e messo pressione agli avversari». Infantino invita la squadra a reagire: «Riflettiamo sugli errori iniziali e cerchiamo di ripartire dalle buone cose del secondo tempo, per prendere punti a Monza nel prossimo turno».
La sconfitta è dura da digerire anche per Pietro Balistreri, stavolta punta di scorta e in campo nell'ultima mezz'ora, nel tentativo di rimettere la partita su binari più positivi. «Sono entrato quando la situazione era ormai compromessa e purtroppo - dice - non è cambiata. Merito dell'Alessandria che ha saputo difendersi bene ma anche colpa nostra: troppi lanci lunghi, dovevamo invece allargare il gioco per vie esterne, per non sbattere sul loro muro. Ci serva di lezione. Il rammarico più grande? Quel pallone sulla traversa, se fosse finito in rete forse la storia sarebbe stata diversa».
Un sassarese uscito vittorioso dal "Sanna" c'è, ma veste il grigio alessandrino. Emozionato e felice, a Luigi Scotto è mancato solo il gol per rendere indimenticabile la serata. «Sarebbe stato bello ma sono contento anche così. Giocare nello stadio della propria città è qualcosa di speciale. Io sono un super torresino e avevo tanti amici in curva, ho sentito perfino gli insulti di mio fratello che è uno sfegatato rossoblù e... lo capisco, al suo posto avrei fatto lo stesso».
Sandra Usai
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