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«Nel calcio serve una rivoluzione»

«Nel calcio serve una rivoluzione»

Zola a tutto campo: «Bisogna avere il coraggio di cambiare». E sul Cagliari: «Zeman è un grande»

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ROMA. Serve una rivoluzione sul modello tedesco. Gianfranco Zola, come altri, indica nella Germania l’esempio da seguire per provare a far risorgere un calcio italiano in crisi. L’ex fuoriclasse di Parma, Chelsea e Cagliari, ricorda che «i tedeschi hanno rimesso in discussione tutto, dalle metodologie di allenamento al modo di vedere il calcio, di affrontare le partite - le sue parole -. Questo è il momento per poterlo fare e bisogna affidare il compito a persone di calcio, che hanno esperienza e le soluzioni adatte al momento. E darei più spazio ai nostri giovani italiani, anche se magari non sono pronti ma che hanno potenzialità e vanno messi nelle condizioni di poter crescere. Bisogna lavorare per il futuro, lavorare solo per il risultato di oggi può non essere un vantaggio».

Attualmente disoccupato dopo le dimissioni rassegnate un anno fa al Watford, Zola non chiude a una prima esperienza di allenatore anche in Italia, anzi. «Non lo escludo, non si sa mai. Sono senza squadra al momento, se c’è l’opportunità valuteremo la situazione», la sua apertura. Per adesso si limita a fare lo spettatore interessato, soprattutto tenendo d’occhio le sue ex squadre, su tutte il Cagliari. «Ho sempre detto che Zeman è uno dei miei punti di riferimento. Il Cagliari è una squadra che gioca benissimo, non sta raccogliendo quanto sta seminando ma gli va data fiducia, ha giovani che migliorano sempre di più. Posso solo parlare bene di Zeman, è un allenatore che al di là dei risultati migliora i giocatori».

In risalita c’è invece il Napoli di Benitez, «una squadra di grandissimo valore e ben allenata, la sorpresa è stata vederlo partire così a rilento».

Zola è dispiaciuto di vedere il Parma in fondo alla classifica. «Ma non è lo stesso Parma dell’anno scorso, alcuni giocatori sono andati via e altri importanti fuori. Mi dispiace perchè ci sono un ottimo ambiente e un bravo allenatore».

Infine una battuta sulla tecnologia sulla linea di porta, decisiva in Liverpool-Chelsea per l’assegnazione della rete realizzata da Cahill: «non è una tecnologia invadente, il feedback è quasi immediato e mette tutti a tacere e soprattutto mette fine alle polemiche a ai sospetti».

Domenica torna in campo la nazionale, Zola dice la sua sul ritorno di Balotelli. «È sempre difficile entrare nel merito di decisioni del genere. Mario non sta attraversando il suo momento migliore, dovuto anche al fatto che il Liverpool sta vivendo un periodo complicato e questo non lo aiuta. Ma Mario troverà il suo valore al Liverpool e potrà tornare a essere un giocatore importante e utile per la Nazionale».

«Dipende da lui - continua Zola - Ha le qualità per essere un giocatore importante, sia in Premier che in Italia. Ha fisicità, capacità tecniche e sa giocare a calcio. Per lui vale lo stesso discorso che si è fatto molte volte con Cassano, è un grandissimo giocatore, con grandissime qualità, ma deve imparare a gestire meglio le sue capacità in tutti i momenti. Durante una carriera ci sono momenti di difficoltà e saper reagire fa la differenza».

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