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Tagli, trovata una soluzione condivisa

Tavecchio è fiducioso: «Recupereremo una cifra consistente»

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ROMA. Forse Federcalcio e Coni non scenderanno allo scontro. C’era la volontà di trovare un accordo e ieri dall’incontro Malagò-Tavecchio è uscita «un’ipotesi di soluzione condivisa della questione, la stiamo costruendo ancora adesso ma c’è la disponibilità tra le due parti di arrivare a una soluzione finale facendo un po’ di sacrifici e utilizzando delle risorse interne da ambo le parti, per poter agevolare le pressanti richieste iniziali», come ha detto il numero uno della Figc al termine delle due ore di colloquio con il capo dello sport italiano.

«Recupereremo una cifra consistente», ha poi aggiunto Tavecchio. Partendo dagli iniziali 25 milioni di taglio base secondo la delibera della Giunta, tra tesoretto, mutualità e legge Melandri, si potrebbe arrivare a un taglio finale di circa 18 milioni. Praticamente un terzo di sconto.

«Tutto quello che dicono Tavecchio e Uva a me va bene», ha commentato salomonicamente Malagò prima di lasciare in fretta il Palazzo H, provato dalle circa due ore di colloquio al quale avevano preso parte anche il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini, e il direttore generale della Figc, Michele Uva. Che alla fine ha confermato: «Sembra che la soluzione sia vicina».

Ora la soluzione (vista la sua complessità «un’operazione da incorniciare», dice Tavecchio) dovrà passare al vaglio di Giunta (18 novembre) e Consiglio Federale (20), con l’auspicio che possa accontentare i falchi del calcio. Altrimenti le tante ipotesi di conflitto armato (vedi l’iniziativa privata della Lega Pro di Macalli di studiare lo sfruttamento esclusivo dei diritti sui marchi) potrebbero far precipitare di nuovo quella che oggi potrebbe essere letta come una pace.

«Ora ci troviamo di fronte a un’ipotesi dove si tolgono il 30 e rotti percento di un impegno già previsto a bilancio - chiarisce il numero uno di via Allegri - il che non è una roba facile anche dal punto di vista di bilancio da sistemare. Differire significa sostenere noi l’onere e dilazionarlo, noi chiediamo invece dei sacrifici da parte del Coni e dei sacrifici nostri per rientrare nei conti e non farci del male».

Una soluzione che ancora non ha i crismi dell’ufficialità ma che sembra possibile mettere in pratica. Malagò non è voluto entrare nel dettaglio, limitandosi solo a delle battute. Ora bisognerà verificare come verrà articolata la proposta e come si potrà metterla in pratica. Di sicuro la Figc che recuperarebbe oltre sette milioni di euro, avrebbe la possibilità di gestire meglio e senza traumi la parte dilettantistica dell’attività. In tanti erano già sul sentiero di guerra.

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