«Si riparte da questa intensità»
Coach Sacchetti: «Una vittoria storica per Sassari, ma voglio giocare così le prossime cinque partite»
SASSARI. «È un momento storico per la città di Sassari e per la Sardegna. Detto questo, abbiamo vinto solo una partita, dobbiamo assolutamente vincere anche la prossima». Meo Sacchetti la prende alla Meo Sacchetti: la giusta dose di soddisfazione e di realismo per una rincorsa alla qualificazione che di fatto per la Dinamo è appena cominciata.
«Abbiamo giocato almeno 30-35 minuti con grande intensità – sottolinea a fine gara l’allenatore sassarese – avevamo la necessità di impedire a Kaunas di giocare sui suoi livelli e soprattutto di non coinvolgere nel gioco i loro lunghi. Nel secondo tempo ci siamo riusciti e la partita è cambiata».
Sacchetti prende fiato e riparte. «Ci rodeva essere gli unici a non avere mai vinto. Ci sono altre 5 partite, da giocare con questa intensità. Magari contro qualche avversario non basterà: vincere è gratificante, certo, ma quando giochi così comunque l’allenatore è soddisfatto».
La Dinamo aggressiva, veloce e che ribalta il gioco, valorizza al meglio un giocatore come Lawal. «Quando giochiamo in questo modo riusciamo a valorizzare le caratteristiche di tutti i nostri giocatori. Anche Lawal – conferma Sacchetti – che ha giocato una grande partita. Se invece addormentiamo il gioco paghiamo troppo».
Lo Zalgiris ha chiuso con 31 palle pese, ma all’intervallo ne aveva già perse 16. Cosa è cambiato negli ultimi due quarti? «Nel primo tempo avevamo 1/8 da tre – dice il coach della Dinamo –, poi invece abbiamo fatto un po’ più canestro, e non prendo in considerazione gli ultimissimi canestri da tre di Brooks e Logan. Diciamo che non abbiamo più patito tanto a rimbalzo, abbiamo tenuto alta l'intensità e pressato per bloccare il loro gioco. Quando hai la cavalleria leggera devi cercare di andare sul tuo terreno. È una tattica dispendiosa, si commettono anche errori, ma questo era l’unico modo per non farci sovrastare fisicamente. Nell’ultimo quarto temevo un crollo fisico dopo quanto avevamo speso, ma l’adrenalina per il risultato ci ha dato ulteriori energie. Era vamo partiti bene, poi a un certo punto abbiamo fatto due difese molli e loro ci hanno puniti con due triple. Si è creato questo gap e recuperarlo non è stato facile. L’abbiamo vinta con l’intensità».
Cosa ha detto a Sanders dopo l’erroraccio di fine terzo quarto? «Si è reso conto da solo dello sbaglio, in questi casi non bisogna esagerare nei rimproveri, lui sapeva bene cosa aveva combinato. Ma Sanders ha giocato una gran partita, ma ci sono cose che nelle cifre che non si vedono. Come Devecchi, il cui scout è vuoto ma poi ha 11 di plus minus, significa che si è messo in una situazione di aiuto completo alla squadra. Anche i giocatori più forti – conclude Meo – devono percepire che non contano solo le cifre».
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