Banco, vietato distrarsi: Pesaro medita il colpaccio
Dopo il trionfo sullo Zalgiris oggi alle 20 a Sassari il posticipo della massima serie. Serve una vittoria per mantenere il passo di Reggio Emilia e Venezia
SASSARI. È già campionato. Lo stress dell’Euroleague è soprattutto questo, la capacità di rigenerarsi fisicamente e psicologicamente dopo una grande partita come quella di venerdì contro lo Zalgiris e dimenticare anche che si giocherà venerdì contro il Novgorod. In mezzo a questo clima di grandi sfide c’è la partita di oggi contro Pesaro e, appunto, il pericolo è che si possa dare per scontato che dopo aver battuto una delle squadre più in forma d’Europa il Banco farà un sol boccone dell’ultima in classifica della Serie A. Invece le cose non stanno per nulla così, per vincere bisognerà correre e sudare per 40’. Come ama ripetere Meo Sacchetti, si gioca cinque contro cinque e si parte dallo zero a zero, l’impresa in Europa non dà diritto a bonus in campionato.
La corsa. In un momento come questo, l’importante per il Banco è non fermarsi e mettere al sicuro il fattore campo. La sconfitta di Cantù ha interrotto uno sprint di quattro partite consecutive, ha lasciato rimpianti ma poteva comunque starci. Ora bisogna riprendere la marcia e sfruttare le due partite consecutive in casa, per continuare a stare incollati a Reggio Emilia e Venezia (l’unica a non avere impegni infrasettimanali). Bisogna vincerle anche per assorbire al meglio gli impegni europei: passi lasciare per strada qualche match fuori casa, ma non perdere in casa è fondamentale. Per di più contro squadre di fascia inferiore, senza offesa per la Consultinvest Pesaro che vuole giocare la sua partita e cerca a Sassari quello che sarebbe un jolly importante in chiave salvezza.
La chiave. Inutile girarci attorno. La partita di venerdì ha sancito definitivamente che la chiave della Dinamo quest’anno è la difesa, meglio ancora l’aggressività difensiva. Se difende come ha fatto contro lo Zalgiris, il Banco “rischia” di perdere davvero poche partite. Se invece si rimette a passeggiare a metà campo confidando di trovare i lampi decisivi in attacco, può avere molti problemi. La sfida, oggi, è rivedere la stessa intensità mentale in un match dove gli stimoli sono indubbiamente di altro tipo. Non è solo una questione di risultato: la crescita di una squadra si vede anche da questi particolari.
La partita. Vietato fidarsi e mostrare sufficienza. Intanto perché la Consultinvest Pesaro arrivaal PalaSerradimigni con l’atteggiamento di chi non ha davvero nulla da perdere. E poi perché è reduce dalla prima vittoria conquistata con una grande prestazione, battendo Roma con una bella rimonta dal -17. Una squadra sicuramente costruita con pochi mezzi, che però mantiene l’animo battagliero del coach Sandro dell’Agnello, una garanzia dopo il miracolo della scorsa stagione. A sua disposizione c’è un gruppo da combattimento, con cinque americani che arrivano dal college e italiani che non hanno mai avuto grande fortuna a questi livelli. Un gruppo, quindi, che vive molto di entusiasmo e in questi casi il modo migliore per evitare guai è evitare che gli avversari decollino emotivamente. La Dinamo dovrà anche cominciare a gestire le fatiche di coppa. Dopo una partita stressante e con un’altra decisiva alle porte, bisognerà anche cominciare a dare qualche minuto di riposo ai “titolarissimi” e sfruttare una panchina che in Italia si è sempre fatta trovare pronta alla chiamata. Gli italiani possono rivelarsi una risorsa preziosissima anche nell’anno dei sette stranieri, in una partita che la Dinamo è condannata a vincere e può rivelarsi anche una trappola insidiosa.
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