«Siamo un club moderno e in crescita»
Francesco Marroccu, ds del Cagliari, ai tifosi: «Non perdete l’entusiasmo, i risultati arriveranno. Zeman qui a lungo»
CAGLIARI. E' tornato la scorsa estate dopo un'esperienza in Portogallo. Chiamato dal presidente Giulini, che lo ha voluto al suo fianco. Francesco Marroccu ha fatto le valigie in una frazione di secondo ed ha preso la via di casa. Il direttore sportivo del Cagliari si è buttato anima e cuore in questa nuova avventura e ora aspetta di raccogliere i frutti di lavori (molto è stato fatto) ancora in corso. Il ds parla a tutto campo e approfitta della sosta per fare il punto dopo un terzo della stagione.
Dieci punti finora, pochi?
«All'inizio della programmazione pensavo che le difficoltà sarebbero state maggiori. Abbiamo attuato una piccola rivoluzione e quando cambi tanto è normale che il decollo ritardi. Sono contento di aver sposato questo progetto in sintonia col presidente e l'allenatore».
Ha qualche rammarico per come sono andate le cose dopo 11 turni di campionato?
«Ne ho tanti. Potevamo avere quattro-cinque punti in più,erano alla nostra portata. In questo momento le garantisco che prevale più il senso di fiducia e ottimismo. Non certo il rimpianto».
Ad agosto c'era un entusiasmo quasi incontenibile, c'è il rischio che si affievolisca considerato che i risultati non sono poi così brillanti?
«Ci ha sorpreso l'affetto che tutti i giorni ci dimostrano i nostri sostenitori. L'entusiasmo non diminuirà, anche se siamo consapevoli che dobbiamo alimentarlo con le vittorie. Al momento non guardiamo la classifica, siamo una squadra in fase di costruzione e crescita. Ci sono molte analogie con la scorsa stagione in questo periodo e questo aumento l'ottimismo. Allora avevamo un gruppo collaudato, adesso i giocatori nuovi sono tanti e devono conoscersi meglio».
La parola progetto è quasi abusata. A che punto siete?
«Siamo destinati a crescere. Abbiamo un presidente motivato e ambizioso, che studia con i suoi collaboratori ogni mossa. Lo spirito della proprietà è far diventare il Cagliari Calcio una società moderna. Se fossi un osservatore esterno, guarderei a questo club con grande interesse».
Qual è il messaggio che volete trasmettere ai tifosi?
«Intanto la parola d'ordine è questa: il Cagliari è di tutti. L'amichevole giocata a Iglesias ha dimostrato quanta fame di Cagliari ci sia in giro. C'erano cinquemila persone allo stadio e non era un giorno festivo ma lavorativo. Abbiamo avuto un'altra conferma dell'amore e del fascino che i colori rossoblù trasmettono».
Pienone col Milan, buoni numeri nelle altre partite, meno spettatori col Genoa. Come lo spiega?
«E' vero, l'ultima gara in casa ci sono stati meno paganti. I risultati positivi convinceranno la fetta di tifosi che ancora non ha deciso di trascorrere con noi la domenica pomeriggio. C'è anche un problema stadio, anche se il Sant'Elia ora è stato sistemato. Quando saremo in gradi di offrire servizi confortevoli, spero presto, sono certo che giocheremo sempre davanti a spalti gremiti».
Parliamo di mercato. Siete pronti a riscattare Farias?
«E’ una formalità. Sa che è padrone del suo destino, deve convincerci a riscattarlo con le prestazioni sul campo».
Pisano ha rinnovato il contratto che gli scade a giugno?
«Abbiamo un accordo per prolungarlo di altri due anni. Aspettiamo il rientro del presidente in Sardegna per rendere il tutto ufficiale».
Ekdal ha tanti corteggiatori. Vi fa piacere ?
«E' un giocatore che con Zeman ha fatto il salto di qualità. Ha preso coscienza delle sue potenzialità, è più maturo. Albin è un centrocampista moderno e con lui siamo in sintonia. Vogliamo convincerlo a restare (è legato al Cagliari fino a giugno 2016 ndr), fargli capire che il grande salto lo può fare anche qui».
A gennaio metterete a segno il colpo Husbauer?
«Stiamo parlando di un calciatore duttile, che può fare tutti i ruoli del centrocampo, il trequartista e anche la seconda punta. Ancora manca un mese e mezzo, abbiamo tempo per riflettere. Potremo non fare nemmeno un movimento, oppure diverse cose. Al momento dico che la squadra va bene così, ma sapete che il mercato è imprevedibile».
Avete acquistato tanti giovani. Soddisfatto di tutti?
«Rifarei tutte le scelte, condivise col tecnico e il presidente. Ci tengo a dire che la campagna acquisti è stata un lavoro d'equipe. E vi garantisco che Giulini, non è solo un appassionato di calcio ma anche competente».
Rossettini in nazionale. Avete festeggiato?
«Una soddisfazione personale. All'epoca mi criticarono per aver ceduto Canini e preso lui. La convocazione per lui è un punto di partenza. Se la meritava per la serietà con la quale lavora tutti i giorni».
Domenica si riparte, i prossimi due avversari si chiamano Napoli e Fiorentina.
«Partite durissime. Ma noi non ci facciamo condizionare dal nome della squadra, giochiamo sempre allo stesso modo. A e interessa solo che i giocatori facciano propri i dettami tecnici del mister».
Zeman ha detto che la Sardegna è il posti migliore per allenare in questo momento. Resterà a lungo a Cagliari?
«Gli abbiamo prospettato un finale di carriera con noi. Gli abbiamo consegnato le chiavi tecniche della società. Lui ha apprezzato. Allenerà qui per tanti anni».
Chiudiamo con il primo intoppo dell'era Giulini, i contributi di Sardegna Promozione che non arrivano.
«E' la prima volta che ho visto il nostro presidente molto contrariato. Si è sentito in qualche modo raggirato. Sono soldi sui quali facciamo affidamento e non se l'aspettava. Mi fermo qui, la posizione del Cagliari Calcio è stata esplicitata in una nota ufficiale».
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