«Un passo avanti in vista dell’Eurolega»
Coach Sacchetti non si strappa i capelli per la vittoria: «Era una partita molto complicata, la risposta del gruppo c’è stata»
SASSARI. Soddisfatto sì. Però, insomma, senza esagerare. «Ma forse sono io che pretendo troppo». Meo Sacchetti fa la faccia da cercatore di pelo nell’uovo, ma dopo un +28 in campionato , che arriva tra due gare fondamentali di coppa, non c’è davvero molto di cui lamentarsi.
«All’inizio siamo andati un pochino a sprazzi – dice il coach del Banco di Sardegna –. Poi dopo alcuni minuti del secondo tempo abbiamo fatto un break importante e là è finita. Prima ci eravamo fatti recuperare, invece lo strappo successivo è stato decisivo e dal metà del terzo quarto abbiamo gestito senza grossi problemi».
In quella che lo stesso Sacchetti aveva definito “una gara scivolosa”, è arrivata la risposta mentale che ci si attendeva? «Abbiamo avuto ancora qualche passaggio a vuoto, ma volte forse sono io che esagero nelle pretese – sorride il tecnico biancoblù –. Sì, alla fine fine devo dire che la risposta c'è stata a livello di squadra».
Con Pesaro schierata per tanti minuti a zona, la Dinamo ha avuto modo di allenare il tiro da fuori. «Sì, loro si sono messi a zona per non subire troppo sotto canestro. Abbiamo fatto un po' tiro al bersaglio con ben 17 tiri dai 6,75 nel secondo quarto e non molti sono andati dentro. Abbiamo preso quello che ci hanno dato – conferma Sacchetti –, ci siamo adattati e nel secondo tempo ce ne siamo andati».
Dopo la sfida di Eurolega, in cui il quintetto base era stato spremuto, stavolta la Dinamo ha potuto distribuire meglio i minutaggi. E anche gli italiani hanno avuto molto più spazio. «Mi serviva far giocare sotto fatica anche giocatori che in passato non l’avevano fatto. Può servire a migliorare la condizione di tutti, e anche l’abitudine di stare in campo».
Ora si riparte con la Coppa: venerdì arriva a Sassari il Novgorod. «Bisogna ripartire dall’intensità intensità del match con il Kaunas. Dobbiamo difendere in quel modo – conclude il coach sassarese – e cercare di fare un po' più canestro».
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