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Il sogno di Simona vola insieme all’Entu Hermaea

di Dario Budroni
Il sogno di Simona vola insieme all’Entu Hermaea

La Degortes è l’unica atleta olbiese della formazione matricola nella A2 di volley Gli inizi a 8 anni e il percorso nelle giovanili. Festa dopo il successo sul Rovigo

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OLBIA. La vedi che sfreccia da una parte all’altra, che si butta su ogni palla con la stessa determinazione che l’ha portata fin qui, nel cuore di un sogno che ancora le mette i brividi ogni volta che ci pensa. Sulle spalle porta poi un cognome che spazza via ogni dubbio. «Beh, mi chiamo Degortes» sorride. Forte, velocissima, astuta. Lei è l’unica olbiese a giocare in questa fantastica serie A2 di volley. Per giunta con la maglia della sua città, una casacca biancoazzurra che sente ormai appiccicata sulla pelle come fosse un tatuaggio. Simona Degortes, classe 1991, libero di ruolo, è una stella indiscussa dell’Entu Hermaea . Fin da quando era una bambina. E adesso è ben felice di incarnare la favola di una società che, piano piano, a colpi di passione incondizionata, ha portato Olbia dritta dritta nella pallavolo femminile che conta.

Prime soddisfazioni. Domenica sera la Entu Hermaea ha giocato il suo terzo match. E ha battuto al tie-break la (ex) seconda Beng Rovigo davanti al pubblico del Geovillage. Secondo successo dopo quello arrivato alla prima giornata contro il Filottrano (sempre 3 a 2). «Non posso che essere contenta. Mi sto rendendo conto che stiamo crescendo gara dopo gara – spiega Simona Degortes – se si considera che prima del campionato, non abbiamo giocato neanche un’amichevole. Aver vinto due gare su tre è tanto». Ma lei, forse per scaramanzia, preferisce non parlare di obiettivi finali. «Non dico niente, andiamo avanti giorno dopo giorno». Domenica l’Hermaea proverà a vincere di nuovo, ancora al Geovillage alle 18, contro la terza, la Delta informatica Trento.

Quanta sintonia. La Degortes è l’anima olbiese di una squadra composta da ragazze arrivate da tutta Italia. Ma non solo: ci sono una greca, Eleni Kiosi (l’acquisto più azzeccato), e una spagnola, Maria Segura. «Andiamo molto d’accordo, sono tutte delle atlete fantastiche – confessa –. E personalmente riesco ad apprendere da tutte, dalla più esperta a quella più giovane e con meno esperienza». Un clima positivo che si respira in ogni settore della società. Il presidente Gianni Sarti, per esempio, è sempre lì in prima a sostenere ragazze, allenatori e dirigenti. Anche durante la partita. E coach Luca Secchi, grande artefice di questa bella favola, è un tecnico molto capace e anche un bravo motivatore.

Hermaea nel cuore. Nata il 2 novembre 1991, Simona Degortes ha cominciato a giocare all’età di 8 anni, inizialmente con la Pallavolo Olbia. A 11 anni è invece passata all’Hermaea per cominciare una lunga scalata che, dal settore giovanile, l’ha portata fino alla B1 prima e alla A2 dopo. «A dir la verità non avrei mai immaginato di arrivare fin qui – racconta la Degortes –. E per questo ringrazio tutti coloro che mi hanno dato fiducia. Indossare questa maglia mi rende sempre molto felice».

Simbolo della città. L’atleta olbiese è coccolata dalla famiglia e da tanti amici. «Sono tante le persone che mi sostengono, anche quelle che non mi conoscono bene – confessa Simona –. Tutto questo è bello per una come me che gioca in casa. Rappresentare Olbia è un qualcosa che mi riempie di orgoglio».

In queste prime due gare di serie A2 disputate in casa, anche la tribuna del Geovillage ha cambiato volto. In confronto allo scorso anno è infatti più affollata e rumorosa. «Significa che la città ci sta scoprendo. Ora la gente è più propensa a venire al palazzetto per vedere un qualcosa che a Olbia non c’è mai stato».

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