La juniores giallorossa brilla sotto la regia di Alessandro Sassu
CALANGIANUS. Per uscire da questi anni di crisi il calcio calangianese ha urgente bisogno di tornare a occuparsi del vivaio. Ma è chiaro che per valorizzare le nuove leve occorre una struttura...
CALANGIANUS. Per uscire da questi anni di crisi il calcio calangianese ha urgente bisogno di tornare a occuparsi del vivaio. Ma è chiaro che per valorizzare le nuove leve occorre una struttura societaria capace di programmare e soprattutto un tecnico giovane, appassionato, che creda nei giovani e abbia carisma. Il Calangianus pensa di averlo trovato: è Alessandro Sassu, classe 1986. Patentino Uefa C e Uefa B, sta dimostrando di saperci fare: e non solo perché la juniores che quest’anno guida è prima in classifica nel suo campionato.
Papà Nicola, uno che ai colori giallorossi ha dato e continua a dare tanto, avrebbe voluto che si occupasse a tempo pieno dell’azienda di famiglia. Ma Alessandro ha una passionaccia per il calcio. Racconta: «Già dal raduno a luglio ho chiesto ai ragazzi di giocare con l'obiettivo di creare un gruppo solido e con una condotta, dentro e fuori dal campo, che possa tornare utile in prospettiva alla prima squadra. Importante che ognuno di loro si senta realizzato a livello personale». Dice di avere «solo parole positive verso i suoi juniores che si allenano con sacrificio e con serietà. Chiedo rispetto per l’avversario e il direttore di gara.
Alessandro ha deciso di fare l’allenatore un po’ per caso. Il via quando Roberto Satta («lo ringrazio»), presidente della Juve Luras, gli affidò gli esordienti nel 2009 e poi gli allievi provinciali, con cui arrivò alle fasi finali. Quindi una bella esperienza al Fiesole Caldine.
E ora l’avventura col Calangianus: la sua formazione gioca un calcio molto semplice col modulo 4-4-2. I ragazzi sono i ’98 Daniele Cuccu (portiere, si allena anche con la prima squadra) e Antonio Demuro; i ’97 Sergio Conti, Peppino Porcheddu, Luca Garau, Riccardo Bua, Samuele Muroni e Antonio Fancello; i ’96 Jaoued Zinah, Mario Pola, Giovanni Maria Romano; i ’95 Luigi Inzaina e Paolo Pes; e il ’94 Simon Nabbar. «Lavoriamo per essere un serbatoio per la prima squadra – dice Sassu – e vorremo dare continuità a questo lavoro costituendo una vera scuola di vita e sport.Per me è solo l’inizio di un cammino». (p.z.)
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