Quattro ceffoni al Cagliari da una Fiorentina rigenerata
Mati Fernandez (doppietta), Gomez e Cuadrado affondano la banda Zeman ancora a secco al Sant’Elia Troppi errori sotto porta e in fase difensiva. È il terzo ko casalingo e adesso la classifica fa paura
INVIATO A CAGLIARI. Magari adesso si dirà che il Cagliari ha giocato bene. Poi vai a vedere il risultato(0-4) e forse qualche dubbio ti viene. I rossoblù hanno perso la terza partita in casa subendo una lezione da una Fiorentina che dopo aver sbloccato il match, si è limitata a sfruttare gli errori e le praterie che la squadra di Zeman ha concesso. Joaquin ha fatto a fette Balzano, saltato come un birillo, a centrocampo i piedi buoni viola hanno dominato. Il cambio di modulo nella ripresa (Montella è passato al tridente avanzando Joaquin) ha fatto andare in tilt i rossoblù. Quattro gol sul groppone sono un macigno difficile da sopportare. Per non parlare della classifica: sempre più brutta da guardare. Mati Fernandez (doppietta), Gomez e Cuadrado hanno affondato nel burro di una difesa che basta guardare i numeri per giudicare. Troppe le leggerezze commesse in uscita, regali che gli avversari sfruttano senza pietà. E' successo anche ieri. Sullo 0-1 il Cagliari ha avuto diverse occasioni per rimettere le cose a posto, ma sono riemersi limiti sotto porta che sembravano superati. Quello di ieri è un colpo basso. Una partita da cancellare. Da ricordare solo l'applauso dei tifosi alla fine. Zeman non rischia, però a questo punto la sfida col Chievo dell'8 dicembre diventa decisiva. In tutti i sensi.
Torna il capitano. E' Daniele Conti l'unica novità nella formazione del Cagliari rispetto alla gara del San Paolo. Il centrocampista si riprende il posto in mezzo al campo, "spingendo" Crisetig sulla destra. Per il resto tutte conferme, compreso Balzano a sinistra della linea difensiva e il tridente Farias-Cossu-Ibarbo, che nel match col Napoli ha fatto cose eccellenti. Ma non si ripeterà. La Fiorentina è quella annunciata. Cuadrado affianca Mario Gomez in avanti, Mati Fernandez e Joaquin sono gli esterni, Pizarro davanti alla difesa, con Borja Valero e Alonso abili a infilarsi negli spazi in un centrocampo dai piedi buonissimi.
Sempre in salita. E' una bella partita. Due squadre che giocano un calcio piacevole, provano a superarsi con combinazioni in velocità. Si capisce subito che il gol è nell'aria. Da una parte e dall'altra. Lo segna la Fiorentina con Mati Fernandez, direttamente su punizione. Un'altra gara che per i rossoblù comincia col piede sbagliato. Dopo poco più di un quarto d'ora bisogna già inseguire un avversario "tosto", con individualità importanti, capaci di fare la differenza in qualsiasi momento. Il Cagliari reagisce, continua a produrre gioco (Ekdal va vicino al pareggio), anche se corre i soliti rischi in difesa, concedendo troppi uno contro uno. Si aprono spazi nei quali i viola si infilano e quando ripartono sono guai. I rossoblù, invece, sbagliano sempre l'ultimo passaggio, anche quello più elementare, agevolando il lavoro dei difensori avversari. E quando arrivano davanti alla porta mancano di lucidità. Come succede a Ibarbo: solo davanti a Neto riesce a fare cilecca.
Arma bianca. La partenza del Cagliari nel secondo tempo è di quelle feroci. In 20" ha tre palle gol con Farias, Cossu e ancora il brasiliano. Il pallone non vuole proprio saperne di entrare, anche se sotto porta bisogna essere più cattivi e non tentare la giocata di fino. Quello che fa ancora Mati Fernandez quando mette la gara in ghiaccio, approfittando di una leggerezza di Ibarbo che perde palla in uscita cercando un dribbling inutile. E' una mazzata per la squadra di Zeman che corre ai ripari. Dentro Dessena, fuori Ekdal che non sta benissimo dopo aver ricevuto una botta. Crisetig scala a sinistra. Dentro anche Longo per Farias e Capuano per Balzano.
Colpi di grazia. Li assestano prima Mario Gomez e dopo Cuadrado, affondando su un avversario inerme, rassegnato. Il Cagliari sparisce dal campo dopo il 2-0. Smette di giocare, concedendo l'altra guancia ai viola che non si fanno pregare per dilagare. E' una sconfitta che lascia il segno. Doveva essere la partita del rilancio. L'occasione per esorcizzare il Sant'Elia. Non è stato così. Le gare casalinghe rischiano di trasformarsi in un incubo.
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