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Gli arbitri: «Fermate il pallone sardo»

Gli arbitri: «Fermate il pallone sardo»

Presa di posizione dell’Aia di Cagliari dopo l’episodio di violenza a Serramanna

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SASSARI. «Uno sciopero nelle categorie minori? Sarebbe una buona cosa». Dopo l'ennesimo episodio violento, questa volta tra gli juniores, gli arbitri nell'Isola si sentono sempre di più presi di mira e chiedono interventi urgenti alla Figc e all'Aia.

«Siamo sempre più indifesi - si lamenta il presidente della sezione Aia di Cagliari, Luigi Ramo - La situazione ha preso una brutta piega». Gli arbitri si stanno mobilitando. «Qualcosa bisogna fare, chiediamo più tutele - continua Ramo - Adesso possiamo tutelarci in sede legale, ma si deve intervenire a livello sportivo». Cosa si può fare per farsi rispettare in campo? «Dovremmo forse reagire? Noi siamo portatori di regole e noi siamo i primi a rispettarle. Ma questo non viene capito dai vertici dell'Aia e della Figc».

L’ennesimo episodio di violenza in campo nei confronti di un arbitro si è consumato nello scorso week-end, nel corso di una partita della categoria juniores tra le formazioni del Serramanna e quella dell’Andromeda. Vittima dell’aggressione è stato un arbitro di vent’anni cagliaritano, Andrea Casu, che ha dovuto ricorrere alle cure della guardia medica a causa dell’improvvisa reazione di un giocatore della squadra ospite che non aveva accettato il cartellino rosso sventolato dopo la seconda ammonizione.

L’episodio si è verificato all’85’, quando Antonio Gessa, vent’anni anche lui, è stato ammonito per proteste. Secondo cartellino giallo e quindi è arrivato anche quello rosso, ma la decisione non è stata accettata. Prima gli insulti, poi Gessa è passato alle vie di fatto e ha colpito l’arbitro con un uno-due micidiale: un primo pugno al collo, il secondo all’orecchio. Andrea Casu è andato via dal campo scortato dai carabinieri, che lo hanno poi accompagnato alla guardia medica.

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