Sardara: «Ci sono problemi da risolvere ma i conti tornano»
Dinamo, presidente deluso dal kappaò a Capo d’Orlando: «Ma il bilancio sinora è positivo»
CAPO D’ORLANDO. Stefano Sardara si difende contrattaccando. L’amara sconfitta di Capo d’Orlando, che segue di tre giorni la batosta subita in casa dell’Anadolu Efes Istanbul, non ha lasciato indifferente l’entourage biancoblù e il presidente non volta le spalle al suo gruppo.
– Presidente, com’è stato il rientro da questa lunghissima trasferta?
«Duro, come tutti i rientri da viaggi così impegnativi. Ma li facciamo molto volentieri».
- Il morale dopo queste due sconfitte sembra bassino.
«Abbiamo qualche problema e non lo nascondiamo, anzi lo affrontiamo. Ma se dobbiamo tirare le somme di questo inizio di stagione, dico con convinzione che siamo oltre quello che avevamo preventivato».
- In che senso?
«Nel senso che siamo secondi in campionato e sino a due giorni fa eravamo primi. Stiamo affrontando l’Eurolega a testa alta e ci stiamo misurando con realtà enormemente più grandi di noi. E in bacheca abbiamo già messo la Supercoppa. Se ad agosto mi avessero propettato questa situazione avrei firmato all’istante».
- Quindi non per niente deluso per questa sconfitta?
«Certo che sono deluso. Abbiamo grandi potenzialità, e si è visto. Poi succede che prendiamo il comando della partita e là emerge la nostra inesperienza. Diamo per chiuso il match e invece per cantare vittoria bisogna aspettare la sirena».
- Un problema evidente. Come lo spiega?
«Non è un problema tecnico, anche se in questi giorni a Sassari tutti vorrebbero prendere il posto di Meo. Il problema è che dobbiamo maturare mentalmente, essere più cinici. Nella singola partita siamo capaci di tutto di tutto e del contrario di tutto. In più mettiamoci anche il fatto che ormai in campionato tutti contro di noi danno il massimo. E ci sta anche questo».
– Milano, che ha un budget enorme rispetto al vostro, in fin dei conti rispetto a voi ha vinto solo un match in più di Eurolega.
«Mi sembra un esempio calzante, ma è giusto guardare in casa nostra, dove i problemi, appunto, non mancano».
- Qualcuno dice che la notte le appaiono in sogno i Diener.
«Bella battuta. Ognuno ha fatto la sua scelta e non rimpiango nulla. Ora abbiamo una squadra diversa con giocatori altrettanto importanti. Che magari non stanno rendendo al massimo, ma i conti mi piace farli alla fine, non a un quarto di stagione».
- Per quando si attende di avere al top i vari Dyson, Logan e Sanders?
«Logan ha giocato male un paio di gare ma ci da tanto nel nuovo sistema di gioco. Dagli altri ho visto segnali incoraggianti di ripresa. E dopo il ko di Capo d’Orlando ho visto facce veramente adirate. Un altro bel segnale». (a.si.)
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