Calcio violento: tackle della Questura
Quattro “daspo” ad altrettanti giocatori protagonisti di aggressioni in campo
CAGLIARI. Dopo le proteste degli arbitri per il ripetersi di aggressioni e minacce scende in campo la Questura. Lo fa giocando d’anticipo sulle decisioni del giudice sportivo e inaugurando un medoto che potrebbe rappresentare una svolta nella lotta al tifo violento. La questura di Cagliari ha emesso ieri quattro Daspo, i provvedimenti di allontanamento dagli stadi, nei confronti di altrettanti giocatori, fra cui due sedicenni perchè responsabili di gravi episodi di violenza commessi nelle ultime settimane sui campi del sud dell’isola. In particolare due daspo di un anno sono scattati per altrettanti giocatori minorenni di Quartu e Quartucciu appartenenti alla società Is Arenas. Il 16 novembre scorso in occasione della partita contro il Selargius 91, nella categoria allievi della Figc, uno dei due a seguito di un contrasto di gioco ha colpito con un pugno un giocatore della squadra avversaria provocandogli la rottura di tre denti e innescando una furibonda lite in campo. Durante la rissa l'altro atleta dell'Is Arenas ha centrato con un pugno un avversario rompendogli il naso.
Un altro daspo è andato a un 32enne giocatore dell'Atletico Masainas. L'episodio risale al 23 novembre scorso durante l'incontro della Seconda categoria fra Decimo 07 e Atletico. In seguito a due espulsioni il giocatore ha aggredito l'arbitro colpendolo con un calcio all'altezza del coccige e provocandogli lesioni guaribili in 15 giorni. L'ultimo provvedimento di allontanamento è stato emesso per un ventenne di Siurgus Donigala, della società Andromeda. Il 29 novembre durante la partita contro il Serramanna Calcio, campionato juniores, ha aggredito l'arbitro dopo una doppia ammonizione colpendolo con due pugni all'orecchio. «Gli episodi che si sono verificati sono intollerabili e inammissibili. I provvedimenti hanno valore sanzionatorio e, soprattutto, educativo - ha dichiarato all'Ansa il questore di Cagliari, Filippo Dispenza - è necessaria una formazione in questi percorsi affinchè i giovani possano diventare cittadini rispettosi delle regole e del prossimo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
