Faccia a faccia contro la violenza
Federcalcio e arbitri sardi fanno fronte comune. Fitto calendario di confronti fra società e «fischietti»
ORISTANO. Entro la prima del girone di ritorno potrà essere pronto un calendario di incontri nelle sedi provinciali dell'Aia, l'Associazione italiana arbitri, con presidenti, capitani e allenatori delle squadre. Per sviscerare, seduti allo stesso tavolo con il “nemico” arbitro, le due facce della stessa medaglia del campo, coinvolgendo sia le giovanili che le categorie di Lega. Con la violenza in campo, soprattutto quella rivolta ai direttori di gara, è ora di passare dalle parole ai fatti.
È nella sede oristanese del Coni che il presidente della Figc regionale Andrea Delpin e il presidente del comitato regionale arbitri Sardegna, Francesco Cabboi, hanno presieduto un incontro al quale hanno partecipato i delegati provinciali dell'una e dell'altra associazione. Al tavolo anche il padrone di casa, presidente del Coni e delegato Figc, Gabriele Schintu, e per gli allenatori il mister dell'Atletico Cabras, l’esperto Nino Cuccu.
"Ho partecipato a dopo gara dove mi è stato specificato che gli arbitri non erano i benvenuti al rinfresco, tanto per farvi capire qual è il clima che troviamo in alcune occasioni - ha rierito Francesco Cabboi -. La soluzione va cercata sì nella formazione tecnica degli arbitri, ma anche in una presenza sempre più attenta e consistente di osservatori Aia e delegati Figc, nonché nel contrasto a questo malcostume italiano e nello specifico sardo che mette l'uno contro l'altro due mondi che dovrebbero invece andare di pari passo".
Andrea Delpin ha concentrato la situazione in alcuni punti. "Siamo d'accordo alle modifiche regolamentari, vale a dire introdurre la denuncia immediata e diretta da parte della federazione. Ma ci vogliono anche iniziative di carattere culturale, che passano dagli incontri con le società e i capitani, alle iniziative per le scuole. Un aiuto dalla stampa non guasterebbei. Si potrebbe anche pensare di mandare i giocatori della Juniores ad arbitrare le categorie inferiori".
La condanna da parte della Figc sugli episodi di violenza fisica ma anche verbale agli arbitri è stata unanime e più volte ripetuta.
"Potremmo pensare a qualcosa di analogo al premio Disciplina per le pecore nere - ha aggiunto ancora Francesco Cabboi -. Il Daspo dato direttamente da Questore è un meccanismo valido, è una risposta ferma e immediata. Peraltro, sugli ultimi fatti di Sanluri, il questore ha incontrato i ragazzi, incoraggiandoli a continuare con il calcio. Un gesto che è piena espressione di una società che si muove nella legalità".
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