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La Uisp in Libano «Abbiamo portato un fiore nel deserto»

La Uisp in Libano «Abbiamo portato un fiore nel deserto»

Un gruppo di volontari isolani a Tiro e Sidone per il progetto “Sportivamente, cento bambini per il gioco e l’inclusione”

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SASSARI. L’aria pesante dei campi profughi per qualche giorno è solo un ricordo lontano. La tensione che avvolge quotidianamente le strade di Tiro e Sidone si fa da parte e lascia spazio ai sorrisi e alle urla di gioia di bambini costretti a crescere troppo in fretta. C’è un pezzo di Sardegna nella spedizione targata Uisp, partita alla volta del Libano con l’intenzione di portare un aiuto concreto in una delle zone più critiche del pianeta.

Dopo aver preso parte alla manifestazione podistica Vivicittà che ha visto oltre 1500 bambini provenienti dai campi profughi siriani e palestinesi correre sul lungomare di Tiro assieme ai loro fratelli libanesi, la delegazione sassarese capitanata dal presidente dell’Uisp Sardegna Tore Farina, si è spostata in quel di Sidone, sede di un’altra iniziativa di sport e solidarietà: “Sportivamente, cento bambini per il gioco e l’inclusione”.

«È stata un’esperienza emozionante – spiega Tore Farina – vissuta in un contesto sociale estremamente complesso. Finché non la si vive in prima persona è impossibile percepire la pesantezza dell’aria che si respira in quei posti. Ora siamo ancora più determinati nel portare avanti questo progetto».

L’obiettivo primario di “Sportiva…mente” che si pone al centro di un progetto di cooperazione internazionale è quello di formare figure in grado di fornire un valido supporto all’integrazione di tutti quei bambini affetti da disabilità mentali e psichiche, facendo dello sport il principale strumento di intervento. «La Sardegna ha un ruolo di primo piano in questo progetto – spiega Farina – sia da un punto di vista economico, grazie ai finanziamenti erogati dalla Regione, che da un punto di vista tecnico ed operativo, grazie all’impegno dei nostri operatori che intervengono sul campo per formare nel migliore dei modi il personale del posto».

In Libano oltre un quarto della popolazione è affetta da problemi di disagio mentale. «La Fondazione Kanafani in questi anni – aggiunge Farina – è riuscita a far crescere un fiore nel deserto, mettendo a disposizione di questi bambini e dei nostri operatori una struttura all’avanguardia che, seppur tra mille difficoltà, riesce a creare un’oasi di serenità in un contesto sociale molto problematico».

A rendere possibile tutto questo ci sono ragazzi come Luana Sanna, responsabile Uisp per i progetti internazionali ed operatori come Alessandro Dessì ed Emanuela Serra che tra una partitella di basket ed una di pallavolo, oltre a coinvolgere i bambini gestiscono il percorso di formazione dedicato agli operatori locali.

Federico Sanna

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