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Miracolo a metà della Dinamo, Milano vince al fotofinish

di Roberto Sanna
Miracolo a metà della Dinamo, Milano vince al fotofinish

I sassaresi incappano in un terzo tempo disastroso poi cominciano la rimonta. Il finale è emozionante con gli ospiti che riescono a mantenere un punticino di vantaggio

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SASSARI. Serviva un canestro in più, o forse solo trenta secondi in più. Con Milano piantata e la Dinamo in piena rimonta, la tripla di Sosa ha portato i biancoblù dal -17 (78-95) al -1 (111-112) in 7’ ma non c’era più tempo, sul cronometro restavano la miseria di 21 centesimi e all’Armani è bastato fare la rimessa per portarsi a casa la partita. Un match d’altri tempi, una sparatoria che non finiva più: due squadre oltre i 110 punti senza overtime non è roba di tutti i giorni, brava Milano a vincere a Sassari battendo la Dinamo sul suo terreno preferito, brava la Dinamo a giocare alla pari fino alla fine. Come giovedì in Euroleague contro Kazan, i biancoblù hanno dato l’impressione di non crederci per troppo tempo e poi si sono rivitalizzati nel finale, arrivando ancora a un passo dall’impresa.

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Terzo quarto killer. Il Banco ha fatto la partita nel primo tempo, Milano nel secondo. Ha vinto l’Armani perché ha raccolto di più dal suo momento favorevole, spingendo gli uomini di Sacchetti in un baratro. La Dinamo aveva giocato due quarti mostruosi con Sanders che sembrava Superman, ma all’intervallo ha virato avanti di due (53-51) dopo un massimo vantaggio di dieci punti (30-20). La differenza l’ha fatta il terzo quarto, giocato senza Lawal che ha commesso il terzo fallo, per giunta in attacco, alla prima azione. Todic non è riuscito a rimpiazzarlo (-23 di valutazion finale), in più Milano in attacco non ha sbagliato nulla, chiudendo il parziale con 30 punti (a 19) con 5/8 da due, 5/10 da tre e 13 rimbalzi a 5. Il Banco ha fatto una fatica mostruosa ad attaccare, non è riuscito mai a difendere. Anche di difesa, in tutti i 40’, non è che se ne sia vista tanta da entrambe le parti.

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I protagonisti. Il Banco ha cominciato alla grande, con Sanders inarrestabile. Banchi ha spedito Moss su Logan ma forse non si aspettava tanto da Rakim, che ha massacrato la difesa milanese in tutti i modi e da tutte le posizioni: in contropiede, spalle a canestro, da tre punti, schiacciando. Alla fine del primo quarto aveva 16 punti, a metà gara 23. Ha chiuso con 32, stremato e per giunta infortunato a 1’30’’ dalla fine. Dall’altra parte gli eroi sono usciti dalla panchina e questo serve anche a capire che squadra sia comunque Milano: 25 punti Brooks con 12 nel terzo periodo, soprattutto 21 Kleiza con 5 triple di fila e 14 nell’ultimo quarto. Milano si è aggrappata al lituano per tenere a distanza i biancoblù, che ancora una volta sembravano aver smesso di crederci troppo presto o, se vogliamo, hanno cominciato a credere nella rimonta troppo tardi. Milano, di sicuro, ha giocato una grande partita, ha avuto molta pazienza in attacco facendo finire la palla sempre nelle mani giuste e nei momenti giusti: sotto canestro a Samuels, sul perimetro a Brooks prima e Kleiza poi. E anche l’Armani, pur di non far correre la Dinamo, non è scesa a compromessi: fallo tattico a metà campo sull’uomo in palleggio e qualche minuto a zona per spezzare il ritmo.

Gli episodi. Ci sono stati anche quelli, e sicuramente hanno inciso. Il terzo fallo precoce di Lawal, per esempio, ha indirizzato la partita in un certo modo. Ancora Lawal, in un contropiede 3 contro 1, ha commesso infrazione di passi. E nella furiosa rimonta finale, a un minuto e mezzo dalla fine, sul 97-103 Logan ha sbagliato una tripla in transizione e Sanders si è infortunato andando a rimbalzo. Il Banco così si è rifugiato nel fallo sistematico e Milano, senza Kleiza e Ragland (fuori per falli) ha sbagliato 4 volte dalla lunetta negli ultimi due minuti, 120 secondi nei quali la Dinamo ha segnato 18 punti a 9. Ma non c’era davvero più tempo.

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