Il Cagliari sprofonda ma Zeman non si tocca
Anche il Chievo infierisce, la società conferma la fiducia al tecnico boemo
INVIATO A CAGLIARI. Il Cagliari va picco ma il presidente Tommaso Giulini si presenta in sala stampa (ci mette la faccia) e conferma la fiducia a Zeman. «Il progetto va avanti», le sue parole. Il patron punge il mister su alcune scelte e sul gioco espresso dalla squadra, ma non gli dà il benservito. Cambiare sarebbe una sconfitta personale. Si va avanti col boemo, convinti che si uscirà dal momento difficile col gioco di un allenatore che ieri, per la prima volta, ha espresso la sua preoccupazione per i passi indietro fatti dal gruppo. I rossoblù precipitano al terz’ultimo posto, scavalcati dai veneti e per la prima volta lasciano in campo sommersi dai fischi dei tifosi che a fine partita si sono scatenati, delusi per i risultati che non arrivano e perchè il Cagliari è l’unica squadra di serie A a non aver ancora vinto sul proprio campo. Giulini non si aspettava di cominciare così la sua avventura da presidente. Chissà che cosa gli passa per la mente ma conosce troppo bene il mondo del calcio e ha preso tutti in contropiede quando ha annunciato che il mister non si tocca.
La crisi. Povero Cagliari! Maltrattato da un Chievo che ha interpretato la partita nel modo giusto, colpendo senza pietà un avversario entrato in campo con le gambe molli, ha regalato due gol, complicandosi per l'ennesima volta la vita. Ci ha messo del suo anche Zeman, sbagliando alcune scelte, come per esempio quella di Cossu, schierato centrale nel tridente. E' un pesce fuor d'acqua. Perché non cominciare subito con Longo che in Coppa Italia aveva mandato segnali importanti? Così come non si capisce perché insistere con Balzano a sinistra, lasciando Murru a marcire in panchina. La sommatoria di tutto questo è un'altra sconfitta, la quarta in casa in sette gare e questa volta senza attenuanti. La squadra ha giocato malissimo, sovrastata da un avversario che ha avuto il merito di fare le cose semplici, sfruttando cinicamente gli omaggi di una difesa tallone d'Achille dei rossoblù, Ora la classifica fa paura. Il Cagliari è terz'ultimo e non si vedono segnali che facciano pensare a un'inversione di tendenza. Domenica a Parma un altro spareggio da giocare in modo diverso per non sprofondare. E’ l’ultima spiaggia anche per Zeman?
Doccia fredda. Una manciata di minuti (4) e il Cagliari è già costretto a rincorrere. Meggiorini rimesso in gioco da un tocco di Ekdal batte Cragno in rovesciata. E' una mazzata in una partita che ha un'importanza vitale per i rossoblù. Il Chievo pressa alto, prende entusiasmo, mentre la squadra di Zeman è inerme, non riesce a fare due passaggi di fila. Sotto choc. I veneti affondano nel burro e pochi minuti dopo arriva il raddoppio, firmato da Paloschi, dopo l'ennesima leggerezza difensiva. Il Cagliari è alle corde, non ha una reazione, fa fatica ad avvicinarsi alla porta difesa da Bizzarri. I clivensi sembrano di un altro pianeta, hanno almeno altre quattro occasioni per mettere la gara in ghiaccio. Il pubblico fischia, in campo c'è una squadra di fantasmi.
Rivoluzione. Zeman recita il mea culpa e all'intervallo cambia tutto, anche se non ammetterà mai di aver fatto valutazioni errate. Fuori Cossu, Crisetig e Pisano, dentro Longo, Donsah e Avelar. Balzano si sposta a destra. E' un Cagliari più aggressivo, prova a giocare in velocità anche se la precisione nei passaggi proprio non c'è. E’ solo una fiammata. Il Cagliari è senza idee, continua a sbagliare, facilitando il lavoro del Chievo che controlla la gara in scioltezza. Arriva un'altra batosta davanti a uno stadio esaurito che per la prima volta ha sonoramente fischiato la squadra. Zeman non riesce a venirne a capo. Finora si è sempre parlato di colpe dei giocatori, ma anche il tecnico deve assumersi le sue responsabilità.
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