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L’Astana ottiene la licenza Aru e Nibali fanno festa

L’Uci si prende una lunga serata di riflessione prima emettere il verdetto il team (accusato di frequentazioni sospette) sarà al via della prossima stagione

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ROMA. Fabio Aru e Vincenzo Nibali, protagonisti al Giro d’Italia e alla Vuelta il primo e al Tour de France il secondo, saranno al via della possima stagione ciclistica. Ieri dopo una serata di passione il grimpeur sardo e il siciliano hanno saputo che la loro squadra, la kazaka Astana, ha ricevuto la licenza pro, documento indisensabile per partecipare alle grandi corse internazionali. Il via libera è arrivato dopo una lunga attesa.

L’Unione Ciclistica Internazionale ha voluto infatti approfondire le nuove rivelazioni in tema di doping che stanno agitando soprattutto l’Italia, avendo ad oggetto il medico inibito Michele Ferrari. Dopo aver appreso del presunto rapporto tra Ferrari e l’Astana il presidente dell’Uci, Brian Cookson, ha chiesto alle autorità italiane di poter accedere alla documentazione del Tribunale di Padova, incaricato di esaminare il caso.

«È importante vedere i documenti che riteniamo di grande interesse, senza concentrarci su quanto pubblicano i media. E così, abbiamo chiesto al Coni di condividerli con noi», ha detto Cookson.

Sembrava un punto a favore dell’accusa, invece è stata l’Astana, con un breve comunitato stampa, ha dare notizia che la squadra potrà regolarmente partecipare alle grandi corse del World Tour: «L'Astana - si legge sul sito della società - è felice e orgogliosa di annunciare di aver ricevuto la licenza World Tour per il 2015, e correrà ai più alti livelli anche nella prossima stagione».

Il nuovo scandalo doping dunque non ha influenzato la decisione della Commissione Licenze Uci, che in una prima valutazione aveva escluso il team, a causa di alcuni casi di doping, dalla lista del World Tour. In particolare, sono stati scoperti positivi i fratelli kazaki Valentin e Maxim Iglinskiy, entrambi per Epo (eritropoietina), con altri tre casi nella formazione minore. Va detto che Né Fabio Aru né Vincenzo Nibali sono mai stati coinvolti nella vicenda e, anzi, si sono sempre espressi con la massima durezza contro il comportamento di questi compagni.

La Commissione licenze dell'Uci, organismo autonomo formato da avvocati e giuristi che valuta la correttezza delle formazioni del ciclismo mondiale appartenenti alle categorie World Tour e Professional, ha visto i nuovi documenti ma ha poi deciso si ribaltare a decisione presa nel primo grado di giudizio. Sulla scelta ha sicuramente influito positivamente l'impegno del sodalizio kazako nei confronti della lotta al doping, anche se hanno pesato il passato del general manager Vinokourov e le recenti rivelazioni scaturite dall’inchiesta del tribunale di Padova.

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