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Il Banco celebra la partita più attesa

di Roberto Sanna
Il Banco celebra la partita più attesa

Arriva il Real Madrid, Sassari indossa l’abito di gala

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SASSARI. La partita più attesa è arrivata, non resta che godersela. Peccato solo che non abbia valore per la classifica, la Dinamo è già fuori e il Real Madrid è dentro le Top 16, ma non significa che sarà una gara a basso voltaggio. Intanto perché alla Dinamo non era mai capitato, e chissà se ricapiterà, di giocare contro il Real. E poi perché una grande squadra come quella spagnola va in campo per vincere a prescindere dal nome dell’avversaria.

Chiusura speciale. Una passerella stupenda e anche un po’ malinconica, per Sassari è l’addio all’Euroleague e non poteva esserci ospite migliore per celebrare questa serata. La classifica non mente, ai biancoblù è mancato qualcosa (ma non troppo: due partite perse di un canestro, per esempio) per competere fino in fondo per la qualificazione al secondo turno. Un’esperienza che tornerà buona per la prossima volta, se ci sarà, e adesso l’impegno di tutti è fare in modo che al PalaSerradimigni possa risuonare un’altra volta la musica di “I feel devotion”. Conoscendo la dirigenza biancoblù, il sapore di questa avventura fortemente voluta è stato davvero speciale e farà di tutto per non uscire dal giro. Il tutto senza snobbare l’Eurocup, prossima tappa del viaggio europeo biancoblù.

Senza Rakim. Cominciamo dal settore medico. Tutti arruolati eccetto Rakim Sanders, che salterà qualche partita. Una brutta notizia per il Banco, che in lui aveva trovato un protagonista forse inaspettato nel momento di difficoltà di Dyson e in generale della costruzione del gioco. Tatticamente è una perdita grave perché con lui Meo Sacchetti perde un giocatore capace di essere un fattore spalle a canestro e in grado anche di non patire fisicamente gli scontri con le agguerrite difese avversarie. «In Euroleague vengono permesse cose diverse dal campionato italiano» ha detto ieri il coach, che nelle tonnare sotto canestro ha visto spesso i suoi uomini soccombere. Sarà così una squadra ancora più perimetrale e anche imprevedibile. Due le soluzioni per lo starting five: Brooks numero tre con Brian Sacchetti o Todic numero quattro, oppure un assetto più tradizionale con Devecchi insieme a Brooks e Lawal.

Di corsa. Se contro l’Efes il problema era affrontare la difesa più organizzata del girone e forse di tutta l’Euroleague, oggi bisogna fare i conti con una squadra che fa meglio le cose predilette dal Banco. Il Real segna tanto ed è capace di tenere una velocità altissima per tutti i 40’ grazie a una rotazione infinita: 87,5 di media e il miglior marcatore è Llull con 11 punti, seguito da Rodrguez (10,6), Nocioni (10,5) e Fernandez (10). Il pericolo viene da più parti, insomma, e il Banco dovrà cercare di mettere in campo più aggressività in difesa e anche di non andare a testa bassa in attacco, perché il contropiede madrileno è inarrestabile. All’andata i biancoblù, pur incassando 115 punti, si sono guadagnati il rispetto segnandone 94 anche se la partita era già bene indirizzata all’intervallo. Oggi l’obiettivo è fare qualcosa di più, cercare di tenerla viva il più possibile, per arrivare all’ultimo quarto e giocarsela. E sarebbe anche il modo giusto per salutare l’Euroleague.

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