«Non è uno scontro salvezza, lo dice chi non capisce di calcio»
CAGLIARI. «Chi parla di scontro salvezza, capisce poco di calcio». Zdenek Zeman parte a razzo. E spiega: «Mancano ancora tante partite. Mi aspetto un Parma insidioso, loro cercano il risultato,...
CAGLIARI. «Chi parla di scontro salvezza, capisce poco di calcio». Zdenek Zeman parte a razzo. E spiega: «Mancano ancora tante partite. Mi aspetto un Parma insidioso, loro cercano il risultato, ultimamente hanno fatto bene anche se non hanno raccolto punti. Hanno sbagliato solo la partita con la Juve e giocato alla pari con le altre. Cassano? Un grande talento, se si fosse integrato meglio nei gruppi dove è stato avrebbe potuto fare una carriera ancora più prestigiosa». Sistemati gli avversari, l’allenatore del Cagliari fa un’analisi ad ampio respiro. Con un passo indietro: «Quelle con Fiorentina e Chievo sono sconfitte diverse: per la prima non dico nulla, per la seconda ho molto da lamentarmi. Cercheremo di rifarci contro il Parma sapendo che non sarà facile. Nessuno ci regala nulla e non dobbiamo pensare che sia una partita in discesa. Gli emiliani hanno una rosa più esperta della nostra, a noi servirà entusiasmo, voglia di vincere e vivacità».
Il tecnico boemo porta a Parma 22 convocati, incluso l’under 17 Barella: «Abbiamo svolto una buona settimana per lavoro, concentrazione e applicazione». A casa gli infortunati Sau e Colombi, più lo squalificato Ibarbo. Longo è il candidato principe per partire dal 1’ al centro dell’attacco. Zeman dribbla: «È a disposizione, vedremo. Scelte obbligate in attacco? Le scelte non sono mai obbligate». Il discorso, con 11 punti in 14 gare, si apre. Il tecnico non si sente per nulla a rischio: «Se mi sento in discussione? Conosco il calcio, la società ha fiducia nel progetto ma poi dipende anche dall'umore della piazza. La squadra sta facendo il suo percorso, a parte i passi falsi con Roma e Chievo, vedo una certa crescita». Un assist per sondare il feeling con i tifosi: «I fischi erano meritati, avrei fischiato anch’io. Ma lo stadio pieno contro il Chievo è stato un bel segnale. Abbiamo tanti giovani e sono convinto che abbiano le qualità giuste per fare bene». Insomma, analisi che salva il progetto e la filosofia, smorza i toni di una situazione che, a vedere la classifica, qualche brivido lo regala. In coda arriva la precisazione su Conti e Crisetig: «Rimango convinto che possano giocare insieme, se non abbiamo vinto non è certo per colpa loro. Io cerco di costruire una mentalità. Vivacchiare in A non ha senso, dobbiamo cercare di starci bene».
Mario Frongia
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