Ciclismo, Rocco difende l’Astana di Aru e Nibali
ROMA. «Abbiamo festeggiato come federazione i 129 anni e siamo in splendida salute». Lo dice il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, a margine della cerimonia del ’Giro d’Onore’ andato in...
ROMA. «Abbiamo festeggiato come federazione i 129 anni e siamo in splendida salute». Lo dice il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, a margine della cerimonia del ’Giro d’Onore’ andato in scena ieri al Coni. «La soddisfazione maggiore del 2014? Quello di Nibali al Tour è stato un successo fantastico ma non solo. Sono ben 44 le medaglie conquistate dagli azzurri nel 2014».
Di Rocco poi si toglie un paio di sassolini dalle scarpe. «Spiace che dopo tre quattro giorni dalla vittoria di Nibali sia stato aperto un fascicolo relativo al caso Pantani che ad oggi non ha ancora portato a elementi nuovi», dice. E Di Rocco parla anche della «campagna mediatica» relativa al caso Astana, la squadra di Vincenzo Nibali e del sardo Fabio Aru che ha rischiato di perdere la licenza Pro Tour dopo alcuni casi di doping. «Una società kazaka e che rispettiamo perché all’interno ci sono ben 25 famiglie italiane che operano tra atleti meccanici e massaggiatori, oltre a un tecnico invidiato da tutto il mondo».
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