«Non mi lamento degli arbitri, ma questa volta...»
L’allenatore promuove il primo tempo dei suoi ragazzi e critica l’eccessiva severità del direttore di gara
MONZA. Aveva preparato la gara sapendo che non sarebbe stata facile. Però, per almeno venti minuti, ha cullato la speranza di tornare a casa con un risultato importante. «Abbiamo cominciato bene - racconta Vincenzo Cosco -. Abbiamo creato due o tre occasioni importanti e abbiamo costretto il Monza a coprirsi».
Poi che cosa è successo? Come è possibile rimanere con un uomo in meno per due falli come quelli commessi da Lisai?
«Io di genere non mi lamento degli arbitri. Però ieri la doppia ammonizioni di Lisai mi è sembrata davvero eccessiva. Soprattutto la seconda. E’ vero che Giancarlo ha toccato il pallone con un braccio, ma lo fatto involontariamente, nella metà campo del Monza e su un rinvio da distanza molto ravvicinata. Il secondo giallo è stata un esagerazione che ha condizionato la gara».
Anche perché poi è arrivato il rigore.
«E anche su questo ci sarebbe molto da dire. Migliaccio e Anastasi si sono ostacolati a vicenda. Episodi così capitano decine di volta in ogni partita. E gli arbitri mica fischiano»
Nonostante tutto avete disputato un ottimo primo tempo mettendo più volte in difficoltà i brianzoli.
«Sì sono soddisfatto perché abbiamo giocato un buon calcio e costruito più dei nostri avversari».
Che cosa è successo nell’intervallo? C’è qualcosa che rimprovera a se e ai ragazzi?
«Dovevamo gestire meglio lo 0-1 e sperare il qualche calcio piazzato o in qualche ripartenza. Invece abbiamo abbassato troppo la guardia e siamo stati puniti. Peccato, perchè sono convinto che se fossimo rimasti in undici, le cose sarebbero andate diversamente».
Da un po’ di tempo la Torres prende troppi gol. Che cosa è successo?
«Forse un po’ di tensione. Forse la paura di sbagliare. In effetti ieri abbiamo preso tre gol con la difesa schierata. Sono cose che non si dovranno ripetere in futuro perchè ci complichiamo la vita».
Domenica arriva la Cremonese. Che gara aspetta?
«Sarà un’altra battaglia. Ma quasta volta non sbaglieremo».
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