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un anno dopo

Schumacher migliora, ora riconosce i suoi familiari

PARIGI. Un anno fa una caduta banale quanto tragica cambiò per sempre la sua vita. Rimasta appesa a un filo per mesi. Per vedere la luce fuori dal tunnel Michael Schumacher di strada ancora ne deve...

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PARIGI. Un anno fa una caduta banale quanto tragica cambiò per sempre la sua vita. Rimasta appesa a un filo per mesi. Per vedere la luce fuori dal tunnel Michael Schumacher di strada ancora ne deve fare molta. Dall'incidente sulle nevi di Meribel il 29 dicembre 2013 Schumi non ha mai smesso di lottare, e la sua battaglia per la vita ha portato i suoi frutti. Ancora non parla, ha problemi di memoria, ma «riconosce i suoi cari». Dal bunker in cui la moglie Corinna ha trasformato la residenza in Svizzera dove il campione tedesco è stato trasferito per la lunga riabilitazione, trapelano i piccoli passi fatti dall'ex pilota di F1 in questi mesi.

«Non ha ancora ritrovato l'uso della parola e comunica con gli occhi. Comincia comunque a riconoscere i suoi cari, sua moglie e i figli, ma ha grossi problemi di memoria» racconta l'ex pilota e amico di Schumacher Philippe Streiff, paraplegico dopo un incidente in gara del 1989.

Schumi starebbe quindi lentamente recuperando parte delle sue facoltà dopo la caduta sugli sci. «Anche la memoria? In futuro può essere... - ha detto -. In un ospedale per lui era difficile ritrovare i ricordi. È anche per questo che è stato portato a casa, perchè è probabile che in un ambiente familiare possa ritrovare la memoria molto più velocemente».

Ma Streiff riconosce che il sette volte campione del mondo non ha ancora praticamente capacità motorie. «Michael ha iniziato a lavorare su questo - racconta ancora l'amico -. A lungo termine potrebbe essere in grado di sperare in una passeggiata con le stampelle perchè il suo midollo spinale non è stato danneggiato. Ma non possiamo dire nulla, nè fare piani». Schumi nel suo letto nella casa di Gand ancora non si muove, le capacità motorie «sono molto limitate. Michael ha iniziato a lavorare su questo, e penso che a lungo termine possa sperare un giorno di fare una passeggiata con le stampelle perchè il midollo spinale non è stato danneggiato. Ma tutto dipenderà dalla riabilitazione». La famiglia e la voglia di battersi ancora farà il resto.

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