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Il Banco ritrova anche Todic e la spunta nell’ultimo quarto

di Roberto Sanna
Il Banco ritrova anche Todic e la spunta nell’ultimo quarto

Caserta si rialza sempre, i biancoblù soffrono per 30’ poi piazzano il break decisivo Terza vittoria consecutiva, domenica prossima sfida in trasferta alla capolista

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SASSARI. Terzo scalpo di fila dopo l’abisso di Trento e non era scontato. Intanto perché tirare dritti senza Brooks, Sanders e Devecchi non è uno scherzo e farlo con tre partite in otto giorni è ancora meno divertente. In più ci sono stati i due supplementari di Varese, venerdì sera. E poi c’erano anche gli avversari e Caserta la sua partita l’ha giocata fino in fondo, con l’atteggiamento giusto. Nonostante la pesante situazione in classifica (zero punti, con Vincenzo Esposito che è il terzo allenatore in 13 giornate), la Pasta Reggia ha affrontato a viso aperto la sfida e si è arresa solo nell’ultimo quarto, incapace di reggere fino in fondo i ritmi frenetici del Banco. I biancoblù adesso rifiatano e, senza coppe in mezzo alla settimana, possono preparare l’assalto alla capolista Venezia domenica prossima. Magari con un Sanders in più nel motore, perché Rakim scalpita già da qualche giorno anche se è fermo da oltre un mese e rischiarlo può essere pericoloso.

Ritmi alti. Si è giocato con tanti tiri e tanti canestri, soprattutto nel primo tempo. Il Banco ha alzato il ritmo e Caserta ha accettato la sfida, spesso con successo. Il vero break è arrivato nell’ultimo quarto, negli altri tre la partita ha sempre dato l’impressione di non essere mai chiusa. Molte triple, forse troppe nel primo tempo, ma non è nemmeno il caso di fare gli schizzinosi: senza Brooks e Devecchi, due “equilibratori” che difendono e si prendono i loro tiri senza esagerare, il Banco ha una propulsione offensiva prevalente da dietro l’arco e aumenta la tendenza a provare a fare canestro dopo i primi secondi dell’azione. Caserta non è stata da meno: 33 triple tentate con 14 centri. Rimbalzi praticamente pari, alla fine la differenza l’ha fatta proprio la capacità della Dinamo di tenere lo stesso ritmo per tutti i 40’. Al primo passaggio a vuoto gli ospiti, che erano sempre risaliti dai vari minibreak, si sono trovati sotto prima di 15 (82-67), poi di 18 punti (90-72)con un parziale biancoblù di 25-7 che ha chiuso il discorso.

Riecco Todic. Meo Sacchetti è stato buon profeta. “A Miro serve un flash per sbloccarsi, non gli entra il tiro da fuori” aveva detto alla vigilia e Todic lo ha preso in parola: 18 punti in 28’ con 5/8 da tre, 5 rimbalzi, una prova di sostanza da “4” vero. Determinante, ancora, Formenti: due triple su due, due recuperi e altrettanti assist, tanta difesa. Un altro che, col suo modo di giocare, si sente soprattutto quando non c’è.

Sempre in testa. Il Banco non è mai riuscito a piazzare un break vero, anche per merito degli avversari. Tanti piccoli strappi al punteggio (13-7, 31-25, 42-32, 62-52) e Caserta sempre pronta a rientrare a due, tre possessi di distanza dall’aggancio. Prima Dyson (11 nel primo quarto) poi Logan (22 punti, 9/15 al tiro), quindi Todic e a tratti Sosa hanno fatto impennare il punteggio senza però spaccare la partita. Alla fine lo strappo è arrivato con lo schema difesa-contropiede e Logan nelle vesti del killer, mentre gli ospiti restavano sulle gambe. Cinque-sei azioni, non di più, ma questa partita il Banco non poteva lasciarla per strada.

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