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Gigi Datome a Olbia: «Città, amici e barbiere non si cambiano mai»

di Alessandro Pirina
Un rilassato Datome legge La Nuova Sardegna a bordo piscina
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Un rilassato Datome legge La Nuova Sardegna a bordo piscina

Il campione di basket partì a 15 anni, ingaggiato da Siena. Le radici galluresi si rinsaldano ogni estate: «La barba me la fa solo Tonuccio...»

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OLBIA. Aveva 15 anni quando ha lasciato Olbia, richiamato dalle sirene della Mens Sana. Da allora di anni ne sono passati 12 e dopo Siena sono arrivate Scafati, Roma e poi il salto in Nba a Detroit prima e a Boston poi. Nel 2013 Gigi Datome ha trovato l’America, nel vero senso della parola, con un contratto a più zeri e la realizzazione del sogno più grande per chiunque giochi a basket, ma il suo attaccamento a Olbia e alla Sardegna non è mai venuto meno.

Datome è nato in Veneto, a Montebelluna, la città della madre Antonella, ma è un olbiese doc. Elementari alla scuola di Santa Maria, medie alla Ettore Pais, liceo al Gramsci, anche se poi l’esame di maturità l’ha affrontato a Siena con un tricolore già in curriculum. Fu coach Recalcati a scoprirlo e a “strapparlo” alla Santa Croce Olbia, la squadra di famiglia fondata dal padre Sergio nel 1970, con cui il piccolo Gigi - aveva solo 4 anni - aveva cominciato a tirare a canestro, supportato dal suo primo “allenatore” Gigi Puggioni.

Ed è proprio alla sua Santa Croce, oggi in serie D con il fratello Tullio e il cugino Roberto, che Datome ha pensato appena sbarcato a Boston, scegliendo proprio il 70 come numero di maglia. Negli ultimi anni le presenze di Gigi a Olbia si sono un po’ diradate, gli impegni oltreoceano e con la Nazionale lo tengono lontano per buona parte dell’anno, ma, seppur distante, tramite i social network - il suo secondo regno dopo il parquet – il campione riesce ad accorciare le distanze: il 18 novembre 2013 fu tra i primi a postare su Twitter la sua angoscia e il suo dolore per la tragica alluvione che aveva sconvolto Olbia e la Sardegna.

Ma i social sono anche lo strumento per mostrare al mondo le bellezze di casa – a partire dal mare di Golfo Aranci, dove la famiglia Datome ha un albergo da diversi decenni – o per celebrare quei personaggi di Olbia a cui Gigi è legato fin da quando era bambino, come il barbiere Tonuccio Maludrottu, l’unico in grado di gestire la sua ormai famosa barba

. L’ultima volta in città, prima del rientro post Boston, era stata nel mese di settembre per il matrimonio del fratello, dove durante la cerimonia in chiesa si era anche esibito nell’insolita veste di chitarrista, una passione nata ai tempi della Virtus a Roma.

Dopo anni di toccate e fughe, stavolta, Datome resterà nell’isola fino al 20 luglio, data del raduno della Nazionale. Due mesi di vacanza in cui il campione potrà riscoprire quella Sardegna che non viveva da tempo. Tra i suoi obiettivi, tra un’uscita in centro a Olbia e una nuotata a Golfo Aranci, c’è anche la scalata di Tavolara.

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