IL CICLISMO SOPRAVVISSUTO AI DEMONI
di STEFANO TAMBURINI È un fascino (quasi) inesauribile, quello che anima questa corsa a tappe. Una kermesse che è molto più che una sfida a cavallo di due ruote a pedali. Questo è il Giro, un rito...
di STEFANO TAMBURINI
È un fascino (quasi) inesauribile, quello che anima questa corsa a tappe. Una kermesse che è molto più che una sfida a cavallo di due ruote a pedali. Questo è il Giro, un rito che muove una fiumana festante lungo le strade e ipnotizza milioni di persone davanti ai televisori. Gli ultimi vent’anni sono stati terribili per il ciclismo, finito in mano a una generazione dannata, capace di mettere in ombra, o peggio ancora alla gogna, i pochi angeli opposti ai demoni del doping. Stagioni imbarazzanti, con gran parte di un ambiente impegnato a non vedere o a far finta di non vedere, con molti cantori (specie in tv) ben disposti a definire detrattori quelli che invece tentavano di salvare il salvabile. C’erano complicità pesanti nelle stanze dei bottoni, altrimenti non sarebbe stato possibile veder stravolgere a posteriori quasi ogni classifica, con sette Tour de France cannibalizzati da un campione del trucco. Si è andati molto vicini al punto di non ritorno prima di assistere a un’inversione di tendenza che non ha cancellato del tutto i sospetti ma che ha regalato corse più credibili e non meno affascinanti. Certo, era impensabile che i malfattori avessero a che fare solo con le bici. Ma è stato proprio un caso clamoroso come quello del marciatore Alex Schwazer a mettere, sì, in evidenza pesanti analogie, come le possibili complicità di chi avrebbe dovuto vigilare, ma anche e soprattutto lodevoli punti di rottura. Come quelli dell’intero movimento dell’atletica che si è sollevato contro il malfattore e le sue spiegazioni reticenti. L’esatto contrario di quanto era avvenuto dopo l’ematocrito alto di Marco Pantani sedici anni or sono. E anche per i troppi casi ancor più clamorosi successivi a quello che aveva segnato l’inizio della fine del Pirata. Il ciclismo è sopravvissuto a quest’imbarazzante rito tafazziano e sta provando a regalarci uno show finalmente credibile. Farla franca oggi è molto più difficile e in corsa ci sono ancora reduci da casi controversi. Ma è indubbio che la progressiva uscita di scena di tanti cattivi maestri abbia cambiato scenario. Oggi si può sperare che, finalmente, fatica, cuore e passione siano tornati a rendere la vita quasi impossibile a questi lestofanti che non smetteranno mai di provarci. E almeno possiamo ricominciare a credere che non l’avranno vinta in partenza.
@s__tamburini
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