Pancotto, coach di Cremona: «Niente sconti alla Dinamo»
Basket, l’ex tecnico di Sassari presenta la sfida di domenica 10: «Gli uomini di Sacchetti porteranno la loro mentalità vincente nei playoff»
SASSARI. Cesare Pancotto è l’uomo grazie al quale tutto è cominciato, da quella storica salvezza in A2 nel 1989/90 la Dinamo ha cementato le basi per arrivare fin dove è adesso. Venticinque anni dopo, la Dinamo è una realtà di primissimo piano del movimento e Pancotto il decano degli allenatori della Serie A.
Un decano con tanta voglia di andare avanti, visto che proprio ieri ha firmato un biennale con la Vanoli Cremona: «Ho ancora voglia di allenare, ho amore per la pallacanestro – dice il coach marchigiano – e stagioni come questa mi danno le gratificazioni che servono per andare avanti. Il fatto di aver allenato tanti ragazzi italiani in questa stagione, tanto che abbiamo preso il secondo premio per l’utilizzo degli italiani, è una motivazione speciale. Come lo è stato l’aver disputato per la quinta volta in carriera la Final 8».
Per voi una grande stagione, ancora un po’ e riuscivate ad arrivare ai playoff.
«Abbiamo avuto troppi infortuni, anche domani non avremo Cusin e Hayes. Nonostante questo abbiamo sempre lottato, abbiamo preso due sole sculacciate, abbiamo giocato la Coppa Italia e quella salvezza che pensavamo di dover conquistare nel finale di stagione l’abbiamo messa in cassaforte già nel girone di andata, abbiamo anche dato una luce positiva all’immagine della Vanoli. Il prolungamento del rapporto è la sintesi di tutto questo».
Come decano degli allenatori può anche permettersi di guardare con occhio distaccato ai playoff che si presentano ancora con Milano contro tutti. Come vede Milano e come vede le altre?
«Milano la vedo bene, perché quando hai la cultura della vittoria te la porti dietro sempre e in un playoff lungo al meglio delle cinque o delle sette fanno di te il favorito naturale. Ma vedo anche il gran lavoro fatto da Venezia, Reggio Emilia e dalla Dinamo che hanno costruito e lavorato per arrivare pronte a questo momento. Milano resta la favorita ma prevedo dei playoff molto effervescenti».
Avete affrontato la Dinamo in Coppa Italia, nel suo momento migliore, ma non ha saputo trovare continuità.
«La Dinamo è una squadra sorprendente e che ti sorprende. Tanto che quest’anno ha già messo in bacheca due risultrati importanti grazie al lavoro dello staff e della dirigenza e all’energia del pubblico. Anche la Dinamo si è costruita la cultura delle vittorie, lo ha fatto anche prendendo i giocatori giusti dai Diener a Dyson. Per questo non importa se parte un po’ indietro nel tabellone, può tranquillamente fare grandi playoff».
Tra l’altro nella sua lunga carriera le è capitato di avere come vice Federico Pasquini.
«Federico è una grande persona, innanzitutto. È anche un grande esperto di basket e di giocatori, avere lui come general manager è un valore aggiunto per la Dinamo».
Parliamo anche della partita di domani: conoscendo coach Pancotto, non andrà al PalaRadi per fare passerella.
«A me piace allenare, piace andare in campo per le partite e questa cultura mi porta a considerare una stagione importante dalla prima all’ultima partita. Ho chiesto alla squadra di fare una sintesi della stagione, perché questa partita è davvero una sintesi tra infortuni e avversari di valore. Per noi è anche un momento di verifica contro una squadra che è ormai un punto di riferimento, una verifica da fare con tutte le difficoltà del caso».
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