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Una vittoria triste per il Cagliari

di Roberto Muretto
Una vittoria triste per il Cagliari

I rossoblù battono l’Udinese dopo una girandola di gol, l’addio alla serie A è amarissimo

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INVIATO A CAGLIARI. Pochi "intimi" sulle tribune del Sant'Elia per il saluto alla squadra che si è congedata battendo l'Udinese (4-3) con i gol di Sau, Joao Pedr, M'Poku e un’autorete. La retrocessione in serie B viene vissuta quasi come un "tradimento" dalla tifoseria. Soprattutto da quella più accesa (curva Nord) che ieri ha scandito slogan pesanti contro i giocatori, ricevendo il "rimprovero" del resto dello stadio, che invece ha incitato la squadra. La B è come un pugno allo stomaco non assorbito. Ci vorrà del tempo per metabolizzarlo. L'obiettivo della società è chiaro: tornare subito nell' élite del calcio e riconquistare quei supporter che in questo momento sono lontanissimi dalla squadra e dal club. Il compito che attende il presidente Giulini e i suoi collaboratori non è semplice. Ma aver cominciato la ricostruzione in anticipo può essere un vantaggio. L'importante è che le scelte siano chiare sin dall'inizio. Niente ambiguità, altrimenti il rischio che si corre è grosso. Il patron è ambizioso, ha voglia di riscatto, soffre per essere retrocesso all'esordio. Volersi riscattare è un sentimento positivo, l'importante è fare le cose con razionalità e facendo tesoro dei passi falsi del recente passato.

Arrivederci. E' dura, durissima mandare giù il boccone amaro confezionato da questo campionato. La retrocessione in serie B dopo undici anni di A, è come se dopo aver mangiato tutti i giorni pane e caviale, improvvisamente si è costretti a mettere mortadella in mezzo al panino. Il Cagliari si dovrà abituare in fretta alla nuova realtà. Non più lusso "sfrenato" ma servirà tanta umiltà per tornare in... paradiso. Quello di ieri è stato un pomeriggio triste al Sant'Elia. Nessuno, dopo l'entusiasmo che si era scatenato la scorsa estate, avrebbe mai pensato a un epilogo così. Invece è andato tutto storto, sono stati commessi errori a ripetizione (tutti sono colpevoli, dal presidente all'ultimo dei dipendenti), conditi da una buona dose di ingenuità e le correzioni fatte in corsa si sono rivelate inefficaci. Guardarsi alle spalle serve solo a fare tesoro delle scelte sbagliate per non ripeterle mai più in futuro.

Largo ai giovani. Per il saluto ai tifosi, Festa decide di fare fiducia dal primo minuto al promettente Barella che si piazza a destra della linea di centrocampo. Murru è confermato in difesa, mentre in attacco è Longo e non Cop a fare coppia con Sau. In campo anche Diakitè che prende il posto dell'infortunato Capuano. La lista degli indisponibili è lunghissima e tra questi ci sono anche i "senatori" Conti, Cossu e Pisano. Il capitano, in lacrime ha fatto il giro di campo per salutare i tifosi perchè a 36 anni ha deciso di ritirarsi. Lo stadio gli che gli ha tributato una standing ovation. La conferma degli altri due è in alto mare e in questo momento è più no che sì. Ma dipenderà dal nuovo allenatore. L'Udinese (orfana di Di Natale e di tanti altri titolari) si schiera col 3-5-2. Anche per Stramaccioni è la partita di addio, al suo posto sulla panchina friulana siederà Colantuono.

La partita. Poco più di un'amichevole. Giocata al piccolo trotto soprattutto dall'Udinese, mentre il Cagliari ci ha messo qualcosa in più e dopo 18', grazie ai gol di Sau (tiro a fil di palo dal limite) e Joao Pedro (punizione rasoterra angolatissima) sembra aver messo la gara in ghiaccio. Anche se Aguirre, nel finale di tempo, l'ha riaperta, complice un'amnesia di Murru. Poi ci ha pensato M'Poku su assist di Sau a ristabilire le distanze, anche se Bruno Fernandes con una gran bella conclusione all'incrocio l'ha tenuta viva fino alla fine, prima dell'autogol di Danilo e del gol di Thereau, per una girandola finale che ha divertito il pubblico.

Il futuro. La nota lieta è Barella. Il centrocampista della Primavera gioca con una personalità poco comune per un ragazzo della sua età, a febbraio ha compiuto 18 anni. Un giocatore sul quale puntare per la prossima stagione Cala il sipario su un campionato da dimenticare. La ricostruzione è partita, i tifosi aspettano fatti concreti da una società sotto esame. Su ogni fronte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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