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il blitz ad asseminello

Dieci Daspo per gli Sconvolts «Sarà un monito per tutti»

Dieci Daspo per gli Sconvolts «Sarà un monito per tutti»

CAGLIARI. Sono complessivamente dieci i Daspo e le denunce per violenza privata scattate nei confronti di altrettanti ultrà del Cagliari per l'irruzione nel Centro sportivo di Assemini, durante il...

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CAGLIARI. Sono complessivamente dieci i Daspo e le denunce per violenza privata scattate nei confronti di altrettanti ultrà del Cagliari per l'irruzione nel Centro sportivo di Assemini, durante il ritiro della squadra, la sera del 17 aprile, prima di Cagliari-Napoli.

Per otto dei tifosi - tutti appartengono agli Sconvolts della Curva Nord, ma non sono stati forniti i nomi - è stato emesso un Daspo della durata di otto anni, visto che hanno precedenti specifici e precedenti provvedimenti di allontanamento dagli stadi, per quattro di loro era già in atto, uno ne aveva già avuti due. Per gli altri due tifosi identificati il provvedimento di allontanamento è della durata di cinque anni.

I dieci - è la prima volta che accade - hanno anche il divieto di avvicinarsi 24 ore prima e 24 ore dopo ad Asseminello, oltre l'obbligo di firma.

Secondo quanto accertato dagli agenti della Digos, coordinati dal dirigente Alfonso Polverino, sono una ventina i tifosi responsabili del blitz. Le indagini sono ancora in corso per identificare gli altri.

Per tutti è scattata anche la denuncia per violenza privata visto che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, prima avrebbero incontrato i giocatori all'esterno di Asseminello, poi sono entrati all'interno della recinzione, rimanendo a parlare con i giocatori.

Una discussione animata a distanza ravvicinata in cui ci sarebbe stato anche qualche contatto, mirata a spingere i calciatori del Cagliari, soprattutto i più giovani, ad impegnarsi di più in campo.

Di sicuro, il blitz degli ultras aveva contribuito ad appesantire il clima nella squadra.

«Sono stati sanzionati comportamenti assolutamente inammissibili che sono andati a incidere illegalmente nella sfera delle libertà individuali. Questi provvedimenti siano di esempio per tutti coloro i quali pongono in essere o hanno intenzione di porre in essere simili comportamenti. Non credo che i giocatori abbiano bisogno di questi inviti, di minacce o espressioni di violenza, tutti gli atleti gareggiano per vincere», ha detto il questore Filippo Dispenza riferendosi ai Daspo.

«Le parole di Zeman sull'episodio, secondo il quale alcuni giocatori erano erano sotto choc dopo l'irruzione, evidenziavano come qualcosa di grave era accaduto - ha sottolineato il questore - e le indagini della Digos lo hanno dimostrato».

«Il ministero e il dipartimento di pubblica sicurezza stanno facendo un grande sforzo per contrastare ogni atto di violenza che riguarda il mondo del calcio - ha evidenziato ancora Dispenza - noi ci siamo e ci saremo sempre, mi auguro che lo facciano anche tutte le altre componenti, comprese quelle sportive che devono dissociarsi e interrompere i rapporti malsani con i violenti».

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