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Anche due diabetici sardi alla 100 km del “Passatore”

Anche due diabetici sardi alla 100 km del “Passatore”

FAENZA. Correre per 100 chilometri pur essendo affetto da diabete di Tipo 1 sembra una cosa impossibile. È una patologia che ti costringe a quotidiani e frequenti controlli della glicemia, ma...

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FAENZA. Correre per 100 chilometri pur essendo affetto da diabete di Tipo 1 sembra una cosa impossibile. È una patologia che ti costringe a quotidiani e frequenti controlli della glicemia, ma soprattutto ti rende dipendente da pluri somministrazioni giornaliere di insulina. Eppure, le donne e gli uomini possono anche indossare i panni degli eroi ed esserlo davvero. Così, anche una corsa storica come quella del Passatore si trasforma da sogno a realtà. E c'erano anche gli atleti sardi all'edizione del 2015 che si è tenuta a fine maggio. Per due soci dell'Aniad Sardegna, l'associazione nazionale italiana degli atleti diabetici, un punto di orgoglio. Un'impresa che Manuela Musu di Quartu Sant’Elena e Salvatore Mancosu di Seneghe hanno brillantemente portato a termine lo scorso fine settimana. «A livello Italia non abbiamo evidenze di altri atleti con diabete che in passato hanno avuto una simile esperienza – ha spiegato il presidente sardo dell'Aniad, Marcello Grussu –. Di certo, per quanto riguarda la Sardegna, Manuela e Salvatore, che hanno rispettivamente 35 e 52 anni e sono diabetici da 23 lei e 25 anni lui, sono assolutamente dei primatisti».

In realtà, i due atleti sono ormai dei veterani della corsa. Hanno, infatti, già corso numerose maratone e mezze maratone anche a livello internazionale, maturando negli anni un’esperienza non solo dal punto di vista sportivo, ma soprattutto dal punto di vista terapeutico. «L’attività sportiva agonistica, mentre prima era addirittura sconsigliata dai medici, oggi non lo è più proprio per le evidenze cliniche ottenute nel recente passato – aggiunge il Marcello Grussu –. Fare attività fisica rappresenta per chi ha il diabete un pilastro importante nella terapia quotidiana, oltre ad essere importantissimo strumento di prevenzione per arginare l’insorgenza del diabete di tipo 2, e delle eventuali complicanze nel diabete di tipo 1. E a Manuela e Salvatore va dato il merito di aver non solo ottenuto un grande risultato sportivo, ma di essere a tutti gli effetti importanti e validi esempi per tutti».

Caterina Cossu

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