«Espugnare Milano? Dipende solo da noi»
Per il gm Pasquini l’arma vincente sarà l’unità del gruppo
SASSARI. Il fuoco dentro sì, quello che come ha sottolineato coach Sacchetti è stato indispensabile per battere Milano in gara4 al PalaSerradimigni e portarsi in vantaggio sul 3-1 nella serie, ma stasera la Dinamo al Forum dovrà dotarsi contemporaneamente di un estintore perché il clima sarà rovente.
La Dinamo non ha paura, forte della consapevolezza maturata in due finali di coppa e in una serie playoff sinora esaltante, e guarda una partita alla volta. «Contro Milano non possiamo permetterci cali di tensione – ha ammonito Meo Sacchetti dopo gara4 –, perché ti puniscono in un amen. Per battere una squadra come Milano bisogna dare il cento per cento e bisogna che lo diano tutti, altrimenti non si vince».
Come affronta la Dinamo l’ennesimo match della vita? «Abbiamo pensato in primo luogo a recuperare le energie fisiche e mentali dopo gara4 – spiega il general manager della società sassarese, Federico Pasquini –, ma soprattutto abbiamo pensato a dimenticare quello che abbiamo fatto finora, come dev’essere nei playoff. Abbiamo sempre vissuto così i nostri percorsi e continueremo in questa maniera anche stavolta, anzi a maggior ragione in una partita così importante».
«Ci mancano ancora tante partite...», ha buttato Meo Sacchetti dopo gara4. Guardando lontano e scrutando nel binocolo nell’ottimismo. La prima della tante partite è quella di stasera al Forum, dove serve il successo e dove la responsabilità di dover chiudere il prima possibile la serie non deve schiacciare la Dinamo. Nessuna chiave particolare per vincere ed eliminare Milano, ma il ricordo delle precedenti esperienze positive sarà prezioso perché consegna certezze importanti. «Sarà determinante l’approccio al match – prosegue Pasquini –, sarà determinante l’atteggiamento aggressivo davanti alla pressione di Milano e del suo pubblico. Servirà un atteggiamento come quello che abbiamo mostrato sin dall’avvio a Milano in gara1, e non certo quello di gara2».
Ancora non si sa se Kenny Kadji sarà del match. «Lui vuole esserci – racconta Pasquini –, ma è dovuto tornare in Camerun per i funerali della madre. Potrebbe raggiungerci in giornata a Milano e a quel punto decideremo. Anche Kenny, che come figlio maggiore secondo le sue tradizioni ha delle particolari responsabilità nell’ambito della famiglia, sta partecipando con grande entusiasmo a questo momento, e vorrebbe giocare. Decideremo all’ultimo». Tutti per la Dinamo, la Dinamo per tutti. «L’unità del gruppo è uno dei nostri segreti, e siamo stati uniti anche quando dall’esterno sarebbe potuto sembrare tutt’altro. Invece con il tempo si è creata una complicità positiva fra compagni di squadra, e la nostra forza si sprigiona dallo spogliatoio».
Hackett non sarà della partita. Cosa cambia? «Non è questo il discorso – conclude Federico Pasquini –, il discorso come sempre è che tutto dipende da noi, dal nostro atteggiamento, dalla nostra aggressività e dalla nostra intensità. Dipende da che faccia avremo quando comincerà la partita».
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