L’autocritica dei biancoblù: «Un terzo quarto da polli»
MILANO. «Siamo stati troppo morbidi dopo l’intervallo, è tutta colpa nostra». I giocatori biancoblù fanno autocritica e non nascondono le pecche di una prestazione quasi perfetta per metà gara, e poi...
MILANO. «Siamo stati troppo morbidi dopo l’intervallo, è tutta colpa nostra». I giocatori biancoblù fanno autocritica e non nascondono le pecche di una prestazione quasi perfetta per metà gara, e poi compromessa irrimediabilmente.
«Il primo minuto di gioco del terzo quarto ha cambiato completamente la partita – dice Edgar Sosa –. Non dico che pensavamo di averla chiusa, ma comunque ci siamo rilassati fin troppo. Abbiamo preso un 7-0 in pochissimo tempo che non si può accettare. Poi da quel momento in poi è iniziata un’altra partita e loro sono entrati completamente in controllo. Abbiamo provato a riaprirla, ma a quel punto è stato impossibile».
Sul meno 15 del secondo quarto Milano sembrava già morta e sepolta. «Non bisogna mai sottovalutare gli avversari – sottolinea il play dominicano, autore di 14 punti –. Noi in quel momento abbiamo dato loro aria per respirare, altrimenti non so come sarebbe andata. Ora torniamo a Sassari decisi a chiudere la serie, e una cosa è certa, anzi due: non abbiamo nessuna intenzione di tornare a Milano, e per battere Milano serve giocare al massimo dei giri per 40 minuti. Giocarne 30 o 35 non è sufficiente». «Siamo stati veramente dei polli – riconosce Jack Devecchi –. Nel secondo tempo abbiamo impiegato una vita ad accendere il motore, in casa di Milano non ti puoi permettere di rilassarti in questo modo. Loro erano in grande difficoltà e li abbiamo rianimati. Se lasci giocare l’Armani e lasci che riprenda giri la partita si mette malissimo. Giocare 20 minuti non basta, le altre partite hanno insegnato che per vincere non ti puoi concedere pause, nè pensare che la gara sia chiusa. Facciamo tesoro di questa lezione. E proviamo a chiudere immediatamente la serie».
Anche Shane Lawal, grande protagonista di questa serie, fa autocritica in modo chiaro. «Troppo molli, troppo fuori partita all’inizio del terzo quarto. Mi ci metto pure io, ovviamente. Non ho difeso come avrei dovuto, ero un po’ preoccupato di non commettere il terzo fallo su Samuels e non ci ho messo l’intensità giusta. Peccato, la serie poteva essere già chiusa ma non siamo affatto scoraggiati. Abbiamo già vinto tre partite in questa semifinale e siamo in grado di chiuderla in casa nostra, nel prossimo confronto». (a.si.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

