La torcida biancoblù si prepara a dare la spinta decisiva
Grande attesa in città e tutto esaurito al palazzetto Dopo la delusione di sabato, i tifosi di nuovo “in campo”
SASSARI. “Oh mia bela Madunina” contro il folk sassarese. Nei minuti finali di gara5 il pubblico del Mediolanum forum ha intonato la più tipica delle canzoni milanesi, così come gli spalti del PalaSerradimigni cantavano a gran voce una delle più caratteristiche espressioni della “cionfra” in note. Una sfida nella sfida che questa sera vivrà il nuovo capitolo di una saga che però è troppo più di una semplice contesa canora.
Troppo di più. Sassari-Milano, il blasone dei giganti contro grinta e voglia sarda, un’isola contro la metropoli urbana. Sul 3-2 a favore dei biancoblù la serie oggi torna in Sardegna, il boccino è ancora in mano a Logan e compagni. La biglietteria non stop lavora in orario continuato per garantire agli abbonati i diritto di prelazione e ai non abbonati la possibilità di acquistare uno dei tagliandi rimasti. Una specie di lotteria che vedrà come vincitori soltanto qualche centinaio di fortunati.
Oggi il PalaSerradimigni dovrà tremare, scrivono e dicono i tifosi, che già si preparano ad essere sesto uomo, muraglia.
Intanto ad Assago, sabato sera, la tifoseria biancoblù ha risposto ancora una volta presente, si è caricata zaini, bandiere e striscioni in spalla, ha indossato le magliette d’ordinanza e si è presentata al Forum compatta. Gli striscioni sono ormai noti, ribadiscono concetti espressi, trasudano passione e sono espressione della volontà di esserci, al di là del mare da superare, degli aerei da prendere, di tutto.
La curva milanese risponde con coreografia in biancorosso (“Honor, Passion and Pride. Come on Olimpia. Play like an Ultras”). A Milano sabato faceva caldissimo, al Forum, almeno inizialmente, meno di quanto ci si aspettasse. La panchina di Sassari balzava in piedi ad ogni canestro mentre i supporter isolani seguivano la squadra nella sua corsa. Cerella chiama a raccolta Assago, sulla tripla di Sosa (27-39) parte il “Forza Dinamo” che scatena i fischi del palazzetto lombardo, c’è tensione nell’aria: il match per Samuels & co. è senza domani. Sosa è il bersaglio dei cori dei tifosi EA7, sugli spalti sfilano il patron Giorgio Armani (con la canotta di Hackett sotto la giacca), Danilo Gallinari (ex Milano e cugino del Devecchi biancoblu), Nando e Stefano Gentile, il commissario tecnico della Nazionale italiana Simone Pianigiani. A sinistra della panchina Dinamo un parterre di familiari, autorità e tifosi, propaggine della curva sarda. L’Olimpia torna nello spogliatoio con sulle spalle un vero e proprio Gorilla duro da scacciare via. La sportiva paura di uscire scatena la sportiva furia milanese. Il Banco rallenta ma ad ogni canestro sassarese, ogni volta che l’elastico del punteggio si accorcia anche solo leggermente, per un attimo, il Forum strozza la sua voce. A fine gara l’EA7 caccia un forte sospiro di sollievo.
La paura di uscire, quella sportiva e meramente matematica, lascia spazio alla soddisfazione per il punto piazzato. Back to back, back to the island: clima torrido al PalaSerradimigni, carico e sold out già in partenza. In una serie che si vince anche con il sesto uomo, il pubblico del PalaSerradimigni è pronto ancora una volta a giocare la sua partita.
Giovanni Dessole
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