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Speranze e lacrime dei tifosi biancoblù

PalaSerradimigni ancora tutto esaurito, in tribuna spazio alla protesta anti scorie

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SASSARI. Il pubblico del PalaSerradimigni ci ha creduto, anche nei minuti finali, anche quando il canestro sembrava troppo piccolo per i biancoblù ed al contempo enorme per le scarpette rosse. Sassari e la Sardegna hanno risposto presente, occupando ognuno dei 5000 posti del palazzetto di piazzale Segni, in fila dal mattino per inseguire il sogno di un biglietto, quello di gara6 di semifinale playoff, quello di un match che poteva già valere la prima storica finale scudetto. Tutto rimandato, invece. Domani si gioca di nuovo a Milano, qualcuno già controlla sugli smartphone le possibilità di volo per raggiungere in trasferta la penisola. Nel pre match piazzale Segni è un continuo via vai di macchine e persone. Maglie bianche e blu, sciarpe, bandiere, i classici e immancabili striscioni. Ci sono anche tante bandiere per ricordare a tutti (e in tv) che l’isola non vuole diventare la pattumiera dove nascondere le scorie le scorie radioattive.

Nel pre partita i volti sono tesi e fiduciosi, si parla di basket e di Dinamo, si spera e si sogna in Club House e allo Store, negli spazi antistanti agli ingressi interni dell'impianto e sugli spalti, mai così compatti, visivamente e nell'intento. Molto prima della palla a due i tifosi occupano i loro posti fra curve e gradinate, a 10' dallo start dei giochi tutti in piedi per il Banco: tensione e entusiasmo si fondono nei cori lanciati dal Commando e rilanciati dal pubblico di Sassari. “Chi non salta non ci crede” scatena ulteriormente l'entusiasmo e le passioni. Il settore D espone lo striscione “Let's go guys! One more win”, perché la storia è veramente ad un passo, la si sente, la si respira, la si vuole. Dopo l'inno nazionale il PalaSerradimigni si esibisce in “Nanneddu meu”, forte senso di appartenenza, forte desiderio di riscatto. Fischi per Milano, per coach Banchi. Durante il match la battaglia è scandita dai boati della tifoseria, che spinge i suoi ragazzi anche quando Milano sorpassa, anche quando lo scarto si fa preoccupante, poi pesante, quindi decisivo. Il giro di campo è accompagnato dagli applausi, il palazzetto saluta i suoi giganti con quello che i tifosi dell'Isola sperano possa essere soltanto un arrivederci.

Giovanni Dessole

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