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Massimo Rastelli al timone del Cagliari

di Mario Frongia
Massimo Rastelli al timone del Cagliari

Manca ancora la firma sul contratto ma Giulini ha trovato l’allenatore al quale affidare il compito di riportare il club in A

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CAGLIARI. Giovane, conoscitore dell’inferno della B, determinato. Ma anche carico di entusiasmo e con ancora nel fegato la bile per aver visto sfumare in semifinale playoff il salto in A con l’Avellino. Massimo Rastelli è il nuovo allenatore del Cagliari. Il tecnico, in Irpinia dal maggio 2012, ha chiuso con Tommaso Giulini per un triennale. I dettagli? Ancora sconosciuti ma si fiuta un premio speciale per l’immediata risalita e per un piazzamento di pregio a seguire.

Ieri, in tarda serata era in corso l’addio del tecnico dalla società irpina del presidente Walter Taccone. Il divorzio verrà ufficializzato oggi dopo un incontro faccia a faccia con il presidente. Con i “lupi” era legato fino alla prossima stagione. Adesso, riparte dal Cagliari. Un Cagliari che cambia pelle e si appresta a vestire i ruoli di testa di serie numero uno della cadetteria. Uno stimolo in più per il club, l’ambiente e l’allenatore. Intanto, si chiude così, con una scelta forte e motivata, la girandola di nomi, per la gran parte improbabili, degli ultimi giorni.

Originario di Torre del Greco, classe ’68, Rastelli ha carattere e mestiere. Più una dose di ambizione ed entusiasmo. Identikit ideale per il patron. «Alla guida del Cagliari che deve risalire subito in A serve questo mix» trapela dall’entourage di Giulini. Rastelli: corsa, gioco e cuore. A Cagliari lo attende un altro grande exploit. Rastelli ha la “cazzimma” che piace a Tommaso Giulini. Fame di punti e successi, da ottenere con principi ferrei, gioco e grinta. Ma anche il saper trovare soluzioni rapide nei passaggi più delicati, uomini al top della condizione psicofisica, un gruppo che segua e condivida la mission. Pronti a ripartire. Con Rastelli si chiude la telenovela dei presunti “no, grazie” di un esercito di allenatori al Cagliari. La storia pare sia un’altra. Il club di Giulini ha trattato con Sarri, che ha scelto Napoli e la montagna di denari di De Laurentiis, e Donadoni, che potrebbe chiudere con la Fiorentina. La giostra di candidature che sono state accostate alla panchina rossoblù si rivela strumentale. Il Cagliari riparte dalle trincee della B: dura, lunga, complessa. Con una rosa, dopo undici anni di A, da rimodulare. Una risalita al primo colpo è stata alla base del riserbo societario su tattica e obiettivi.

Il tesoretto dalla Roma. Da Rastelli all’incontro del ds Capozucca con l’omologo giallorosso Sabatini. I denari di Nainggolan (in comproprietà: offerta di undici e richiesta di diciotto milioni di euro), Astori e Ibarbo (prestiti che valgono oltre dieci milioni di euro) sono l’ideale per mettere su una rosa di qualità e quantità. Da oggi, per entrate e uscite ad Asseminello, si aprono le danze.

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