Parma, che beffa! Una busta ma senza offerte
Solo una inutile “manifestazione d’interesse” nell’ultima asta. Per la società torna lo spettro della D
PARMA. Doveva essere il giorno del nuovo Parma con un acquirente pronto a saldare il debito sportivo e iscrivere la squadra emiliana alla serie B ed invece è ancora tutto rinviato. Un'offerta entro le 12, l'ora fissata come scadenza per l'ultima asta, c'è stata ma non è stata ritenuta valida dai curatori fallimentari Anedda e Guiotto. Quella consegnata nella mani del notaio Giulio Almansi, designato dal Giudice Delegato a sovrintendere alle operazioni di vendita competitiva, «non è risultata conforme a quanto previsto dal Disciplinare di Gara e non corredata da cauzione». In sintesi, per i curatori fallimentari, non conteneva «alcuna offerta d'acquisto dell'azienda sportiva del Parma Fc» ma solo una manifestazione di interesse. Negli uffici del notaio si era presentato poco prima delle 12 Giovanni Corrado, figlio di Giuseppe Corrado, presidente ed amministratore delegato di The Space Cinema e capo della cordata che da settimane studia il caso Parma. Nella busta, a firma Viris Spa e Unigasket Spa, ci sarebbe stata un'offerta di 4,6 milioni di euro (la base d'asta era di 4,5) corredata però da diverse clausole, vincoli veri e propri riguardanti il debito sportivo, postille che di fatto hanno annullato la proposta d'acquisto. Tale manifestazione d'interesse, unitamente alle altre comunicazioni ricevute dai curatori nella mattinata odierna, - hanno scritto ancora i curatori - saranno sottoposte all'attenzione del Comitato dei Creditori e del Giudice Delegato nella giornata di domani, affinché vengano prese le opportune determinazioni«. Domani il giudice Pietro Rogato ed il comitato dei creditori, fra di loro il capitano crociato Alessandro Lucarelli, dovranno decidere se dare l'autorizzazione o meno alla strada della trattativa privata. Un'ipotesi sino ad ora negata dai magistrati ma che ora appare l'unica percorribile.
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